I gatti rossi: carattere estroverso e legame genetico con i guerrieri Vichinghi. Secondo l’esperto di comportamento felino Roger Tabor, l’esuberanza di questi felini potrebbe derivare dalla loro eredità genetica Vikinga.
I “rossi” hanno sempre suscitato interesse e fascinazione, al punto che nella storia sono stati oggetto di molte teorie, credenze e superstizioni. Nell’antica Grecia, ad esempio, si riteneva che le persone con capelli rossi fossero possedute da demoni, mentre nel folklore celtico questi erano un segno di forza e potere. Quando si tratta di gatti e cani “l’influenza della genetica sul loro carattere è minima”. La razza non è sinonimo di temperamento, e la personalità del tuo pet viene plasmata dalle esperienze di vita, dall’ambiente circostante e dal tuo stile genitoriale. Ma alcuni tratti somatici sono legati alla loro evoluzione e quindi agli istinti che possono influenzare il comportamento. Ed è proprio su queste basi che i gatti rossi si distinguono per il loro carattere esuberante, che secondo l’esperto di comportamento felino Roger Tabor potrebbe essere legato ai guerrieri Vichinghi.
Molti gatti rossi sembrano avere un carattere estroverso quando non stanno dormendo. Non ci sono prove scientifiche su questo, così come non è possibile confermare che i gatti rossi siano i più propensi agli scontri notturni. Tuttavia, sulla base dei loro dati genetici, Roger Tabor ha rivelato che potrebbero aver ereditato il loro temperamento da antichi antenati umani, ovvero i guerrieri norreni che fecero scorrerie in mezza Europa. Ogni gatto rosso o zenzero è soriano e deve il colore del suo mantello al gene “O” legato al cromosoma X, responsabile della produzione di feomelanina, il pigmento rosso. Questo gene è dominante tanto che nasconde tutti gli altri colori ereditati dai genitori. Pertanto, un gatto femmina deve ereditare due copie del gene per essere rosso, mentre ai maschi ne basta una. Questo significa che ci sono molte più possibilità che un gatto rosso sia maschio piuttosto che femmina.
Proseguendo nell’analisi, Tabor ha notato una significativa presenza del gene “O” in luoghi che avevano insediamenti Vichinghi, sia in Europa che nel Regno Unito. Gli esperti sono quindi arrivati alla conclusione che i Vichinghi portavano i gatti rossi dalla Turchia e dai dintorni del Mar Nero fino alla Scandinavia e alle loro colonie in Gran Bretagna. Quindi, l’archetipo del gatto rosso potrebbe risalire ai Vichinghi e al loro stile di vita. Questo legame potrebbe essere stato accentuato dal fatto che la maggior parte dei gatti rossi sono maschi, portando a generalizzazioni sul loro comportamento “da duri”. Tuttavia, nonostante queste scoperte, non dimentichiamo che l’ambiente domestico e le interazioni con gli umani hanno un impatto significativo sullo sviluppo comportamentale dei nostri amici a quattro zampe. Quindi, i gatti rossi, come tutti i gatti, possono manifestare una vasta gamma di comportamenti in base alla loro personalità unica e alle esperienze di vita, che derivi dai Vichinghi o da noi.
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