Lo chiudono in una busta e lo legano ad un cancello, Yoshua stava per morire di freddo ma poi trova una famiglia che lo ricopre di amore

L’abbandono di un cane è un atto che sempre suscita indignazione, ma la storia di Yoshua, un piccolo Yorkshire Terrier, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. La scena si è svolta a Sassonia-Anhalt, in Germania, dove il cane è stato lasciato a morire di freddo in una borsa legata e appesa al cancello di un rifugio. È accaduto in una mattina gelida, con il termometro che segnava ben meno due gradi. La crudeltà del gesto è stata subito evidente, ma la successiva scoperta ha rivelato la drammaticità della situazione.

Il ritrovamento di Yoshua

Nel primo mattino del 3 febbraio, un dipendente del rifugio ha trovato la borsa legata al cancello. Al suo interno c’era una scena straziante: un ciuffo di pelo arruffato e un piccolo naso marrone che emergevano da una coperta e qualche crocchetta. La borsa, chiusa in modo tale da impedire al cane di muoversi, era l’unico rifugio del povero Yoshua. Una volta trovato, il cane era in condizioni critiche, con il pelo talmente annodato da non essere riconoscibile nel suo aspetto. I veterinari hanno rapidamente confermato che Yoshua soffriva di gravi problemi di salute, in particolare di deficit neurologici che lo rendevano estremamente debole.

Il recupero di Yoshua

Nonostante il dolore e la sofferenza, Yoshua ha cominciato a migliorare. La Eva-Maria Bauer, direttrice del rifugio, ha dichiarato che “Yoshua soffre di deficit neurologici ed è estremamente debole. Non riesce a tenere la testa alta e i suoi muscoli sono ridotti al minimo”. Nonostante le sue condizioni critiche, Yoshua ha cominciato a mangiare autonomamente e i veterinari stanno monitorando con attenzione il suo stato di salute. Le cure sono ancora in corso, ma la speranza di una vita migliore per il piccolo cane cresce giorno dopo giorno.

Un futuro per Yoshua

Fortunatamente, il piccolo Yoshua ha finalmente trovato una famiglia disposta ad accoglierlo e prendersi cura di lui. La direttrice del rifugio ha espresso gratitudine per l’aiuto ricevuto: “Siamo infinitamente grati a chi ha reso possibile questa svolta. Yoshua e tutto il nostro team sono sopraffatti dalla generosità ricevuta”. Ma l’abbandono di Yoshua ha anche suscitato domande inquietanti. Come è stato possibile che qualcuno abbia compiuto un gesto così crudele? La ricerca dell’autore di questo abbandono è ancora in corso, con la speranza che la giustizia faccia il suo corso.

Emanuele Larocca

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