Un destino ancora da scrivere per 104: la storia di un cane senza nome in cerca d’amore

La storia di un cane, conosciuto solo come “104”, è diventata un simbolo della lotta per l’affetto e la dignità degli animali. Abbandonata e ridotta a un numero, 104 aspetta ancora di essere chiamata con il nome che le spetta, quello che segna il suo ritorno alla vita, una vita che non sia solo fatta di numeri, ma di emozioni e legami. Un racconto che tocca il cuore, un racconto che parla di indifferenza, ma anche di speranza.

Il peso dell’abbandono e la nuova vita a Belgrado

Quando 104 arriva nel canile di Belgrado, in Serbia, è solo uno dei tanti cani che entrano e escono dalle strutture di accoglienza. Un numero senza storia, senza volto, che testimonia la crudeltà dell’abbandono. Non è una questione di amore, quanto piuttosto la mancanza di attenzione: quando le storie diventano troppe e i posti per gli animali sono pochi, i nomi sembrano non bastare più. Tuttavia, 104 ha un’anima, un cuore che batte, e occhi che scrutano il mondo con la speranza di trovare qualcuno che la riconosca. Piccola, fragile, ma con una forza interiore che sorprende chi la guarda. I suoi occhi grandi e lucidi, il suo pelo arruffato e una combinazione di colori nero, grigio e bianco la rendono diversa da tanti altri cani, eppure il suo destino sembra uguale a quello di tutti gli altri animali abbandonati: una vita di solitudine in attesa di una seconda occasione.

Una nuova famiglia e l’attesa del vero nome

Inizialmente, 104 è stata chiamata con il nomignolo di “Pelosona”, un nome temporaneo, un segno di affetto che non bastava a colmare il vuoto lasciato dalla sua mancanza di identità. Ma per lei, come per ogni essere vivente, è fondamentale essere chiamata con un nome proprio, quello che la riconosce come individuo, quello che le dà la possibilità di essere amata, protetta e curata. Gli sforzi dei volontari non sono mai stati vani. In attesa di una famiglia che la adotti per sempre, 104 ha avuto la fortuna di essere messa in affido, dove continua la sua ricerca di affetto, sperando che presto qualcuno possa finalmente dirle: “Tu sei mia e io sono tuo”.

Non è solo una questione di adozione, ma di una vera e propria ricerca di una famiglia che le permetta di superare il suo passato, che le offra la possibilità di vivere una vita dignitosa, lontana dalla paura di rimanere invisibile. La sua storia, purtroppo, non è isolata, ma ogni volta che un cane come 104 trova una nuova casa, si ricorda a tutti l’importanza di non dimenticare mai gli esseri viventi che ci circondano, che meritano di essere trattati con rispetto e amore.

Emanuele Larocca

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