Da oggi 17 marzo, gli ospedali della toscana accolgono cani e gatti per migliorare il benessere dei pazienti

Dal 17 marzo 2025, la Toscana apre le porte degli ospedali e delle Rsa agli animali domestici per favorire il benessere dei pazienti.

A partire dalla metà di marzo, i pazienti ricoverati in ospedale o nelle residenze sanitarie assistite (Rsa) in Toscana avranno la possibilità di ricevere visite dai propri animali domestici. Questa nuova iniziativa è stata annunciata ufficialmente dall’assessore regionale alla Salute, Simone Bezzini, che ha sottolineato l’importanza di rendere il sistema sanitario ancora più attento alle esigenze emotive dei pazienti.

Una scelta in favore della salute mentale e fisica

La decisione di introdurre questa possibilità è frutto di una nuova delibera regionale che prevede l’ammissione di cani e gatti nelle strutture sanitarie e nelle Rsa durante gli orari di apertura. L’iniziativa si basa sul successo di esperimenti già attuati da alcune aziende sanitarie locali, come l’Asl Toscana Sud Est, la prima a permettere l’ingresso degli animali. Il passo successivo è l’unificazione delle normative per consentire la stessa opportunità in tutte le strutture sanitarie toscane.

L’assessore Bezzini ha spiegato che l’apertura agli animali domestici si inserisce in un progetto più ampio volto a “umanizzare” le cure. “La salute non è solo l’assenza di malattia, ma comprende il benessere fisico, mentale e sociale. È scientificamente dimostrato che l’interazione con gli animali porta vantaggi concreti al percorso di cura,” ha affermato Bezzini.

Le regole per le visite degli animali domestici

Le nuove linee guida stabiliscono che sarà possibile richiedere la visita di un animale domestico a pazienti o familiari, previo consenso del personale sanitario. Gli animali ammessi dovranno essere regolarmente iscritti all’anagrafe e possedere la documentazione sanitaria che ne attesti la buona salute, oltre a un’assicurazione per eventuali danni causati a terzi.

Questa misura riguarda principalmente i pazienti a lunga degenza, per i quali la separazione dagli animali domestici rappresenta un fattore di stress significativo, ma avrà impatti positivi anche sugli anziani nelle Rsa. Studi scientifici, come quello pubblicato su Plos One nel 2024, hanno dimostrato che la presenza di un cane aumenta i livelli di ossitocina e riduce il cortisolo, il che aiuta a prevenire malattie cardiovascolari e migliorare il benessere complessivo del paziente.

Una misura che mira al miglioramento del benessere globale

L’introduzione di questa misura in tutte le strutture sanitarie della Toscana conferma l’intento delle autorità regionali di rispondere ai bisogni delle persone, non solo da un punto di vista medico, ma anche emotivo e psicologico. “Vogliamo un sistema sanitario sempre più vicino ai bisogni reali dei pazienti, un sistema che riconosca il valore del supporto emotivo e psicologico che gli animali possono offrire durante il percorso di cura,” ha concluso Bezzini.

Con questa iniziativa, la Toscana non solo rafforza il concetto di umanizzazione delle cure, ma si pone anche come pioniera in Italia nell’integrare gli animali domestici all’interno delle strutture sanitarie, seguendo l’esempio di paesi come il Regno Unito, dove l’accesso degli animali in ospedali e Rsa è già una realtà consolidata.

Emanuele Larocca

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