Tra le tante storie che si intrecciano con il conflitto in Ucraina, c’è anche quella di Farik, un gatto persiano di cui oggi si occupano i volontari in Albania, in attesa del trasferimento in Italia. L’animale era arrivato nel Paese balcanico al seguito del suo proprietario, costretto a fuggire per ragioni di sicurezza. Le vicende successive non sono del tutto chiare, ma secondo quanto ricostruito da chi lo ha ritrovato, il gatto sarebbe stato affidato a una giovane donna inesperta dopo una partenza improvvisa dell’uomo.
Il passaggio di Farik da una persona all’altra è stato continuo e privo di riferimenti stabili. Dopo essere stato ceduto più volte, è finito a Durazzo, in una famiglia che, in breve tempo, ha contattato una volontaria per chiedere di occuparsene. La richiesta di aiuto è giunta a Fladjona Amiri, attivista con anni di esperienza nella tutela dei gatti di razza. Fladjona aveva già accolto numerosi persiani in condizioni critiche, e aveva dato la propria disponibilità, chiedendo soltanto il tempo necessario a organizzare il trasferimento.
Poche ore dopo la richiesta, senza attendere il ritiro della volontaria, Farik è stato lasciato in strada. Ne sono seguiti giorni di ricerche. “Era disperso, tre volontari hanno fatto scattare le ricerche, ma per giorni il nulla – racconta la soccorritrice – erano anche giorni di pioggia e di freddo. Non chiudevo occhio e la mattina andavo a lavoro pensando a lui in giro da solo”.
Il gatto è stato ritrovato casualmente dall’altra parte della città. “Si è subito sdraiato, si è messo sulla finestra a prendere il sole”, racconta ancora la soccorritrice. Trasportato in clinica, è stato curato per anemia e congiuntivite, e adesso le sue condizioni sono considerate stabili. Resta però un intervento delicato da eseguire, per correggere le difficoltà respiratorie dovute alla brachicefalia, una caratteristica fisica tipica della razza persiana.
Farik sarà presto trasferito in Italia, dove verrà sottoposto all’intervento chirurgico necessario. L’obiettivo è quello di affidarlo, dopo la guarigione, a una famiglia consapevole delle sue esigenze. “Io ho visto la grande sofferenza della razza”, ha dichiarato Fladjona Amiri, “si tende a pensare che siano gatti fortunati perché belli, ma in realtà sono animali fragili, che richiedono attenzione e competenza”.
Per ora, Farik resta in attesa di concludere un lungo viaggio iniziato tra le macerie di un conflitto e proseguito tra abbandoni e salvataggi. Una storia ancora aperta, ma con un lieto fine possibile.
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