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Dopo la morte del suo cane, un uomo di Marechal Deodoro ha rinunciato a tutto per creare un rifugio per oltre 800 animali abbandonati.
Nel cuore dello Stato di Alagoas, nel nord-est del Brasile, un uomo ha deciso di trasformare il proprio dolore in speranza. Si chiama Antônio e ha fondato il rifugio São Cão – che in portoghese significa “Santo Cane” – per accogliere e proteggere oltre 800 cani randagi, vittime di abbandono, maltrattamenti e indifferenza.
Tutto è cominciato dopo la morte del suo amato cane, stroncato da un tumore. Quel vuoto ha spinto Antônio a cambiare vita. Ha venduto ogni suo bene, compresa la casa, e con il ricavato ha acquistato un terreno nel comune di Marechal Deodoro, dove ha iniziato ad accogliere i primi animali bisognosi. Nonostante l’entusiasmo iniziale, le risorse si sono presto esaurite.
Nel tentativo di offrire una possibilità a ogni cane salvato, Antônio ha continuato a cedere ogni oggetto superfluo. Anche il letto su cui dormiva è stato venduto per comprare medicine e cibo. Condivideva lo stesso spazio con i suoi ospiti a quattro zampe, in condizioni precarie ma con una determinazione incrollabile.
La sua storia ha cominciato a circolare grazie al passaparola e alla sensibilità di alcuni animalisti locali, che hanno organizzato una raccolta fondi per aiutarlo. Le donazioni arrivate da tutto il Brasile e anche dall’estero hanno permesso di mettere in sicurezza il terreno, installare recinzioni, costruire box protetti e migliorare l’assistenza veterinaria per i cani.
Nel rifugio São Cão vivono oggi oltre 800 cani, molti dei quali recuperati in condizioni disperate: feriti, mutilati o malati. Ogni giorno servono almeno 200 kg di crocchette e cibo umido per nutrirli, senza contare i costi per sterilizzazioni, visite mediche, vaccinazioni e cure d’emergenza.
Il piccolo team di volontari che affianca Antônio lavora senza sosta, tra fatica e sacrifici. Ma per l’uomo che ha scelto di mettere da parte tutto pur di aiutare gli animali, la gioia di poter dare loro una vita degna vale ogni sforzo.
“Non ho mai avuto un solo rimpianto”, ha raccontato. “Ogni cane che riesco a salvare è una vittoria. La mia felicità è sapere che, almeno qui, sono al sicuro”.
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