Legata a un palo senza nome e in lacrime: ora Minerva ha una nuova famiglia

Una cucciola di cinque mesi è stata abbandonata davanti a un rifugio, con un biglietto al collo. Ora ha un nome e una casa piena d’amore.

Occhi pieni di lacrime e un biglietto straziante: “Casa distrutta. Non ha un nome”

Era legata a un palo, tremante, con gli occhi pieni di lacrime e un guinzaglio al quale era stato attaccato un foglio scritto a mano. «Cane Corso – Pit mastiff. Nato il 15/12/23. Bravo cucciolo. Casa distrutta. Non ha un nome», recitava il messaggio. Così i volontari della Pennsylvania SPCA hanno trovato una cucciola abbandonata all’ingresso del rifugio di Filadelfia, negli Stati Uniti.

Aveva solo cinque mesi, nessun nome, e un’espressione che ha commosso tutto lo staff. La cucciola non riusciva a camminare per la paura: è stata presa in braccio e portata dentro il rifugio, dove è iniziata la sua seconda possibilità.

Minerva: una nuova identità per un cuore spezzato

I volontari l’hanno chiamata Minerva, un nome che ora rappresenta il coraggio di chi è sopravvissuto a un dolore senza colpe. Appena arrivata, la cagnolina mostrava sintomi di una lieve infezione agli occhi, che rendevano il suo musetto bagnato come se stesse piangendo. “Quel giorno abbiamo dovuto asciugare le sue lacrime”, raccontano i soccorritori. “Era piegata su se stessa, non si muoveva, non riusciva nemmeno a camminare per lo spavento.

Minerva è stata curata, accudita e amata fin dal primo momento. Ma la vera svolta è arrivata pochi giorni dopo.

L’adozione che ha riscritto la sua storia

Una famiglia del posto ha visto le immagini pubblicate sulla pagina Facebook ufficiale della Pennsylvania SPCA e non ha esitato: ha deciso di accogliere Minerva e donarle una vera casa. Oggi la piccola cucciola, inizialmente considerata “troppo vivace” per una convivenza domestica, vive serena tra le braccia di chi la ama.

Le foto diffuse sui social mostrano Minerva finalmente sorridente, rilassata, pronta a dimenticare l’abbandono e a godersi la nuova vita. “Adottare un cane abbandonato significa cambiare due vite: la loro e la nostra”, ha scritto la nuova famiglia in un post condiviso online.

Francesco Antonicelli

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