Il pastore scozzese paralizzato viene salvato da una studentessa poco prima dell’iniezione. La causa era inaspettata: una zecca nascosta dietro l’orecchio.
Era il 4 maggio quando Ollie, un dolcissimo pastore scozzese Shetland di dieci anni, è stato portato in una clinica veterinaria di Portland, in Oregon, per essere sottoposto a eutanasia. I suoi proprietari, Al e Joelle Meteney, avevano deciso con il cuore spezzato di porre fine alle sofferenze del loro cane, ormai completamente paralizzato e incapace persino di mangiare.
Da giorni, il cane si era mostrato sempre più debole e letargico dopo una vacanza in campeggio. I primi esami clinici – tra cui analisi del sangue e radiografie – non avevano evidenziato alcuna anomalia. Non essendoci una diagnosi certa, il peggioramento continuo delle condizioni di Ollie aveva portato la coppia a prendere la decisione più difficile.
Ollie è stato accompagnato al DoveLewis Emergency Animal Hospital, dove l’eutanasia era già programmata. È qui che la storia prende una svolta imprevedibile. Neena Golden, una giovane studentessa di veterinaria in visita alla clinica, mentre accarezzava il cane per tranquillizzarlo, ha notato qualcosa di anomalo dietro l’orecchio: una zecca, ben nascosta tra il pelo.
Il parassita era riuscito a sfuggire persino al collare anti-zecche indossato da Ollie. Il veterinario responsabile ha poi spiegato che la saliva della zecca aveva rilasciato nel sangue una neurotossina, responsabile di una rara ma pericolosa condizione chiamata paralisi da zecca. Si tratta di un disturbo potenzialmente fatale, ma completamente reversibile se la zecca viene rimossa in tempo.
Una volta rimossa la zecca e controllato l’intero corpo del cane per escludere la presenza di altri parassiti, Ollie è stato dimesso e portato a casa. Le sue condizioni hanno cominciato a migliorare rapidamente. Nel giro di poco tempo, il cane è tornato a camminare e a muoversi con energia, come se nulla fosse accaduto.
Il lieto fine è arrivato grazie a un gesto semplice ma determinante: una carezza dietro l’orecchio. Una storia che dimostra quanto siano fondamentali l’intuito, l’attenzione e anche l’umanità nel mondo della medicina veterinaria. Oggi Ollie guarda di nuovo il mondo con vitalità e gioia, sopravvissuto a una diagnosi sbagliata e a un destino che sembrava ormai scritto.
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