Un neonato cane è stato trovato chiuso in una busta davanti a un palazzo a Kremenčuk. È stato salvato appena in tempo da una donna.
Era legata con le maniglie e lasciata a terra, davanti al portone di un palazzo, come fosse un oggetto indesiderato. Ma quella borsa si muoveva. È così che una donna di Kremenčuk, uscita di casa per recarsi al lavoro, si è accorta che qualcosa non andava. Avvicinatasi, ha aperto con cautela la cerniera e, sotto shock, ha scoperto all’interno un minuscolo cagnolino, dal manto nero e marroncino, tremante, affamato e incapace perfino di reggersi in piedi.
La donna ha immediatamente contattato i soccorsi e, in lacrime, ha chiamato il servizio locale di protezione animali. Come riportato nel racconto condiviso su Facebook dal rifugio, «piangeva di dolore e rabbia: come puoi farlo? Era un cucciolo così piccolo, non sapeva nemmeno camminare». Dentro la borsa era stato lasciato anche un biglietto con scritto: «Questo è un cane di razza ter-ir-er. Ha diciannove giorni. Mangia tutto. Che possa portarvi gioia e salute». Una razza inventata, come lo era la dichiarazione sul cibo.
Il cucciolo, che aveva davvero solo 19 giorni di vita, era troppo giovane per essere svezzato, e non era in grado di alimentarsi da solo. È stato affidato alle cure della volontaria Marina Kozhushko, che ha iniziato a nutrirlo ogni poche ore con un biberon di latte specifico. Le sue condizioni erano delicate, ma stabili, e grazie alle cure del rifugio Servizio Speciale di Kremenchug, ha iniziato lentamente a riprendersi.
In un post pubblicato dalla struttura, si legge: «Ogni giorno assistiamo a storie tristi, folli, a volte persino tragiche… Questo piccolo è stato salvato solo perché qualcuno ha avuto il coraggio di guardare dentro quella borsa». Il rifugio ha colto l’occasione per denunciare un fenomeno ormai fuori controllo.
Kremenčuk, città dell’oblast’ di Poltava, in Ucraina centrale, è invasa da cuccioli abbandonati. Nonostante sia attivo un programma di sterilizzazione pubblica, gli abbandoni continuano ad aumentare. «I cuccioli vengono lasciati ovunque: ai semafori, nei cortili, sulle strade, tra i rifiuti. È una vergogna. Gli animali randagi vengono da case di persone senza coscienza e senza pietà», si legge nel messaggio diffuso dal rifugio.
Il piccolo sopravvissuto, ora al sicuro, ha bisogno di cure e affetto per poter crescere sano. Quando sarà pronto, potrà essere accolto da una nuova famiglia. Intanto, la sua storia è diventata simbolo del dramma silenzioso che vivono ogni giorno centinaia di animali dimenticati.
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