“Mi serviva un giorno per dire addio al mio cane”: datore rifiuta, lei si dimette

Sarah ha chiesto un solo giorno per elaborare la perdita del suo amato cane, ma il rifiuto del capo l’ha spinta a dimettersi. La storia ha commosso TikTok.

“Addio Nushi Mei”: la perdita, il rifiuto e la decisione drastica

Per Sarah Hemmelman, 12 anni d’affetto incondizionato non potevano essere archiviati con indifferenza. Quando il suo cane, Nushi Mei, è morto, Sarah ha sentito il bisogno di prendersi un giorno per elaborare il lutto. Ma il suo capo non le ha concesso alcuna pausa. Così, ha preso una decisione drastica: si è licenziata, condividendo tutto su TikTok.

La vicenda è avvenuta negli Stati Uniti, dove la giovane lavorava da otto mesi in un laboratorio. Durante un turno, ha ricevuto la notizia dai genitori: Nushi Mei non c’era più. I colleghi l’hanno consolata, ma il dolore era troppo forte. Il giorno seguente, Sarah ha scritto alla sua superiore chiedendo ufficialmente un giorno di permesso, allegando la disponibilità di una nota del suo terapeuta per giustificare l’assenza.

Il rifiuto e le dimissioni: “Non potevo far finta di nulla”

Nonostante il tono accorato, la richiesta non ha ricevuto risposta. Secondo quanto raccontato dalla stessa Sarah, il rifiuto sarebbe stato legato a precedenti assenze per motivi legati alla salute mentale. “Non mi ha creduto. Aveva già dei pregiudizi”, ha spiegato nel video.

A quel punto, dieci minuti prima del turno, Sarah ha inviato una mail di dimissioni. “Non ce la facevo. Dovevo essere presente per dire addio a Nushi”, ha dichiarato, definendo l’ambiente di lavoro come “tossico”, in cui si era trattenuta solo per non deludere i colleghi.

Il video virale e il sostegno del web: “Anche i cani sono famiglia”

Sarah ha deciso di raccontare l’intera vicenda su TikTok, pubblicando un video che è rapidamente diventato virale, superando le 300.000 visualizzazioni. In tantissimi si sono identificati nel suo dolore e le hanno espresso solidarietà: “Farei lo stesso, anche gli animali sono famiglia”, ha scritto un utente. “Il mio cane stava male e il mio capo mi ha impedito di portarlo dal veterinario. Mi sono licenziata anche io”.

Altri utenti hanno raccontato esperienze simili, evidenziando quanto la perdita di un animale domestico possa avere un impatto emotivo profondo, spesso sottovalutato nel mondo del lavoro.

Oggi Sarah è pronta a ricominciare, con la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta per se stessa e per onorare la memoria del suo amico a quattro zampe.

claudia de napoli

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