Il cane Archie dato via a sua insaputa: la corsa del soldato tornato dalla missione per ritrovarlo

Paulo Silva, militare rientrato da una missione, non trova il suo cane Archie: la famiglia lo aveva affidato a terzi. Dopo giorni di ricerche, i due si riabbracciano.

Dopo otto lunghi mesi in missione, Paulo Silva, militare statunitense, sperava di poter riabbracciare il suo fedele compagno a quattro zampe, Archie, un Golden Retriever di cinque anni. Ma al suo ritorno, ad attenderlo non c’era il calore di un abbraccio, bensì una verità dolorosa: il cane non era più nella sua casa. La persona di fiducia a cui aveva affidato l’animale lo aveva mandato via, pare donandolo ad altre persone.

Un gesto che Silva ha vissuto come un tradimento, maturato mentre si trovava lontano, impegnato in una missione in Medio Oriente, e che ha trasformato la gioia del ritorno in una corsa disperata per ritrovare il suo cane.

Otto mesi lontano e una scomparsa inaspettata

Il militare aveva lasciato Archie in custodia a un parente, certo che il cane sarebbe stato accudito con amore. Ma qualcosa è andato storto. Secondo quanto riferito, l’animale non si sarebbe adattato al nuovo ambiente e per questo sarebbe stato “regalato”. Una decisione unilaterale, presa senza avvisare il padrone, che al rientro si è trovato di fronte a un’assenza devastante.

La notizia della scomparsa ha subito attivato una rete di ricerca. Silva si è rivolto alle forze dell’ordine locali e ha pubblicato un appello sui social, attraverso il profilo di Jersey Coast Emergency News, diffondendo foto e dettagli utili al ritrovamento del cane.

Il potere della solidarietà e il ritorno a casa

Grazie alla collaborazione tra la polizia di Toms River e Monmouth e il tam tam mediatico su Facebook, in soli tre giorni sono arrivate le prime segnalazioni. Alcuni utenti hanno riconosciuto Archie dalle immagini condivise e hanno fornito indicazioni preziose. Il 3 giugno, la vicenda ha avuto il finale sperato: cane e padrone si sono finalmente riuniti.

La commozione di Paulo Silva è stata evidente. L’uomo ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno partecipato alle ricerche, dalle forze dell’ordine ai semplici cittadini, che condivisione dopo condivisione hanno reso possibile il ritrovamento del suo cane.

La storia di Archie, conclusasi con un abbraccio, è diventata simbolo di amore, perseveranza e della forza dei legami, anche quando la distanza e gli ostacoli sembrano insormontabili.

Francesco Antonicelli

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