I Cani e il loro mondo

Totò, il cane rifiutato tre volte che ha trovato casa tra galline e gatti

Nato fragile e malato, Totò ha conosciuto l’abbandono più volte. A salvarlo è stato un veterinario dal cuore grande che gli ha regalato una nuova vita.

Il difficile inizio tra cortili e rifiuti

Il piccolo Totò venne alla luce in un cortile di Trecastagni, alle pendici dell’Etna, da una cucciolata numerosa. Minuscolo e debole, la madre lo rifiutò subito, costringendo gli abitanti del cortile a nutrirlo a mano per salvarlo da morte certa. Quando i cuccioli furono svezzati, i più belli vennero adottati in fretta, mentre lui, emaciato e con la testolina arrotondata a causa di un’idrocefalia, restò nell’angolo, ignorato da tutti. Dopo vari appelli, trovò finalmente una prima famiglia, ma la speranza durò poco: durante l’estate venne lasciato in pensione e non fu più ripreso. Una seconda famiglia, numerosa e con bambini, lo accolse, ma presto lo ritenne “troppo impegnativo” e chiese persino al veterinario di sopprimerlo. Di fronte al suo rifiuto indignato, Totò rischiava ancora di finire nel nulla.

Il veterinario che ha cambiato il suo destino

Fu proprio quel medico a decidere che Totò meritava un futuro diverso. Dopo averci riflettuto, chiamò la famiglia e chiese di poterlo adottare. In meno di un’ora, il cane gli fu riconsegnato. All’inizio era terrorizzato: tre case, troppi abbandoni, odori sconosciuti e occhi sempre più tristi. Restava chiuso nel trasportino, tremava e guaiva come se avesse subito percosse. Ma la pazienza e la dolcezza del veterinario, insieme alla compagnia della sua allegra brigata di animali, fecero lentamente rinascere Totò. Due cagnoloni meticci lo accolsero come un figlio, i gatti con diffidenza impararono ad accettarlo, e persino le galline di casa, Margherita e Carolina, divennero sue amiche speciali.

La rinascita tra galline, giochi e nuove scoperte

Ogni mattina, le galline razzolavano libere in cortile e giocavano con Totò, stimolandolo e risvegliando i suoi istinti da cane da caccia. Quelle interazioni, buffe e affettuose, furono decisive per la sua riabilitazione. Nel giro di pochi mesi, Totò cambiò postura, iniziò a saltellare, a giocare e a vivere con entusiasmo la sua nuova vita. Da “brutto anatroccolo” ignorato e respinto, divenne parte integrante di una famiglia fatta di cani, gatti e galline, che lo accolse senza condizioni. Grazie al coraggio di un veterinario che non si è voltato dall’altra parte, Totò ha trasformato il suo destino in una storia di speranza e rinascita.

Emanuele Larocca

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