Pako, un American Bully, lasciato dalla padrona in aeroporto e spedito in taxi a un rifugio: “Una consegna express inaccettabile”.
L’11 settembre all’aeroporto di Bruxelles, una viaggiatrice ha deciso di proseguire il suo viaggio senza il cane. Pako, un American Bully brachicefalo, non ha potuto imbarcarsi: per motivi di sicurezza, le compagnie aeree vietano spesso il trasporto degli animali a muso corto, soggetti a seri problemi respiratori sotto stress o alte temperature. Di fronte al divieto, la donna ha scelto la soluzione più drastica: salire comunque sull’aereo, lasciando il cane al suo destino.
Invece di trovare un’alternativa responsabile, la padrona ha caricato Pako in un taxi diretto al rifugio per animali SRPA Veeweyde di Anderlecht. Il conducente, ignaro di tutto, si è ritrovato a trasportare un cane abbandonato, chiuso in una gabbia. È stata la stessa struttura a denunciare l’accaduto: «Al posto di rinunciare alle sue vacanze o di cercare una soluzione responsabile, ha preso l’aereo da sola e ha chiamato un taxi per mandarci il suo cane. Il conducente si è ritrovato completamente spiazzato con un animale abbandonato tra le mani».
Il rifugio ha accolto Pako senza alcuna informazione su cure o abitudini, definendo l’episodio «una consegna express inaccettabile». In un aggiornamento del 13 settembre, la SRPA Veeweyde ha reso noto che il cane non sarebbe tornato alla sua padrona, rimasta all’estero, ma è stato affidato a parenti della donna. «Far consegnare un cane in taxi non può in alcun modo essere considerato un modo accettabile di comportarsi», ha ribadito l’associazione, ricordando come Pako abbia avuto fortuna a trovare una nuova casa, ma denunciando la leggerezza con cui troppo spesso vengono trattati gli animali.
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