Una passeggiata ordinaria diventa straordinaria: un randagio affamato e silenzioso sceglie da solo la sua nuova casa, trasformando la solitudine in amore.
Era una sera come tante, lo stesso percorso e il ritmo familiare dei passi. Poi, dal nulla, un rumore lieve dietro un cespuglio. Da lì è apparso un cane randagio: magro, impolverato, incerto. Non abbaiava, non chiedeva nulla, camminava soltanto al fianco di due sconosciuti, come se fosse sempre appartenuto a loro.
Nei suoi occhi c’erano storie di fame, freddo e strade senza meta. Ma in quell’istante, tutto ciò che voleva era la semplice compagnia di una camminata insieme.
Un po’ d’acqua, una carezza, una mano tesa. Il randagio si è appoggiato, fidandosi. È stato un gesto piccolo e immenso allo stesso tempo: non era più un incontro casuale, era una scelta reciproca. Non sono stati loro ad adottarlo. È stato lui a sceglierli, con la naturalezza di chi finalmente trova ciò che cercava senza saperlo.
Alla fine di quella passeggiata era chiaro a tutti: non si trattava di un episodio passeggero, ma dell’inizio di una storia. Lo hanno chiamato Lucky. Non perché fosse fortunato ad averli incontrati, ma perché la vera fortuna è stata la loro: essere scelti da lui.
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