Una ricerca dell’Università di Vienna mostra che i cani distinguono la bugia intenzionale e ignorano chi ritengono non sincero.
Un recente studio condotto dall’Università di Vienna rivela che i cani sono in grado di riconoscere la menzogna e reagire di conseguenza, mostrando una capacità cognitiva sorprendente rispetto agli scimpanzé e ai bambini sotto i cinque anni. Il biologo cognitivo Ludwig Huber e il suo team hanno addestrato 260 cani di razze diverse a individuare il cibo nascosto sotto due recipienti coperti, seguendo le indicazioni di una persona sconosciuta, definita “comunicatore”. Nella prima fase dell’esperimento, questa figura ha sempre consigliato correttamente il recipiente contenente il cibo, creando così un rapporto di fiducia con l’animale. La procedura ha permesso ai ricercatori di stabilire un punto di partenza essenziale: il cane si aspettava sincerità da chi gli stava dando istruzioni. Il passaggio successivo ha introdotto la variabile decisiva: il comunicatore veniva incaricato di indicare intenzionalmente il recipiente vuoto, dopo aver assistito allo svuotamento, per valutare la reazione dell’animale di fronte a un’informazione palesemente falsa. Questa fase ha permesso di osservare comportamenti in grado di far emergere la percezione dell’inganno.
Secondo quanto riportato da focus.it, il risultato è stato sorprendente: circa tre quarti dei cani coinvolti hanno ignorato il comunicatore quando quest’ultimo indicava la ciotola vuota pur avendo visto lo scambio di cibo. In altre parole, gli animali sembravano cogliere l’intenzionalità della menzogna, scegliendo di non fidarsi più della persona che li aveva guidati nella fase iniziale dell’esperimento. Quando invece il comunicatore non aveva assistito allo spostamento del cibo, la reazione dei cani cambiava radicalmente. In questo caso, infatti, circa metà degli animali seguiva ancora il consiglio errato, come se riconoscesse che l’errore non derivava da una volontà di ingannare. La differenza nelle reazioni è stata ritenuta significativa dagli studiosi, che hanno interpretato i dati come indicazione della capacità canina di distinguere tra errore involontario e bugia deliberata. Questo comportamento ha dimostrato non solo memoria e attenzione, ma anche una forma di inferenza mentale tipica di specie dotate di elevata sensibilità sociale.
I risultati ottenuti dall’équipe guidata da Ludwig Huber aprono una nuova prospettiva sulla comprensione del comportamento canino e sull’evoluzione della relazione uomo-animale. La capacità dei cani di riconoscere un inganno intenzionale suggerisce una sofisticata forma di lettura delle intenzioni, fondamentale nelle specie che vivono in contesti sociali complessi. In questo caso, l’esperimento non ha solamente misurato la fiducia ma ha evidenziato la rapidità con cui un cane può modificare la propria valutazione di una persona sulla base delle sue azioni. Il dato offre spunti importanti per l’etologia, per l’addestramento professionale e per il modo in cui interagiamo quotidianamente con gli animali domestici. La ricerca si inserisce infatti in un filone crescente dedicato allo studio della cognizione canina, con un’attenzione particolare ai meccanismi che regolano la cooperazione e l’affidabilità all’interno della relazione con l’essere umano.
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