Una donna di 60 anni fugge da un ospedale di Roma per rivedere il suo Barboncino, viene trovata dalla Polizia a Ponte Milvio e affidata di nuovo alle cure sanitarie.
La fuga dall’ospedale e la paura per il Barboncino
Il pensiero fisso era uno solo: il suo Barboncino, rimasto da solo a casa da giorni. È così che una donna di 60 anni, ricoverata in un ospedale della capitale, ha deciso di allontanarsi spontaneamente dal reparto per tornare dal suo cane. La donna è uscita senza avvisare nessuno, ancora in pigiama e con il braccialetto ospedaliero al polso, spinta dall’ansia di non sapere come stesse il suo amico a quattro zampe. Dopo ore di apprensione, è stata notata mentre vagava confusa e spaventata nella zona di Ponte Milvio, attirando l’attenzione di alcuni passanti che hanno allertato le forze dell’ordine.
Il ritrovamento e l’intervento della Polizia
Gli agenti intervenuti hanno immediatamente capito che qualcosa non andava. Dopo gli accertamenti, sono riusciti a risalire all’identità della donna e a ricostruire l’allontanamento volontario dal nosocomio. Tra le motivazioni emerse con chiarezza, una su tutte: il bisogno urgente di ricongiungersi con il suo cane. Le condizioni psico-fisiche della 60enne hanno convinto i poliziotti a procedere con cautela, affidandola nuovamente al personale sanitario, che ha disposto il ricovero per consentirle di ricevere l’assistenza necessaria. L’intervento si è svolto senza tensioni, con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute della donna e di chiarire la situazione dell’animale rimasto a casa.
Il cane al sicuro e l’attesa del ricongiungimento
Parallelamente, le pattuglie della Polizia, insieme al servizio veterinario, si sono occupate del Barboncino. Il cane è stato trovato nell’abitazione della proprietaria in buone condizioni, senza segni di malessere. Per garantire continuità nelle cure e nella gestione quotidiana, l’animale è stato affidato alla struttura Pet in Time, che se ne prenderà cura fino alle dimissioni della donna. Solo allora i due potranno tornare insieme e riprendere la loro quotidianità. Una vicenda che racconta un legame profondo e viscerale, capace di spingere una persona fragile a superare paura e confusione pur di non lasciare solo il proprio cane.
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