Durante le prove del Gran Premio del Brasile 1996, un cane randagio entra in pista, viene evitato da Michael Schumacher e finisce per essere adottato dalla sua famiglia.
Durante le sessioni di prova del Gran Premio del Brasile 1996, disputato a San Paolo sul circuito di Interlagos, si verificò un episodio insolito. Un cane randagio riuscì a entrare in pista mentre le vetture erano lanciate ad alta velocità. Michael Schumacher, allora pilota della Ferrari, fu costretto a una brusca sterzata per evitare l’animale, scongiurando un incidente potenzialmente grave. L’episodio attirò immediatamente l’attenzione dei commissari e del paddock, poiché la presenza del cane rappresentava un serio rischio per la sicurezza.
Poche ore dopo, lo stesso cane fece nuovamente la sua comparsa, questa volta all’interno del paddock. L’animale seguì Michael Schumacher e la sua famiglia, restando nei loro pressi senza che nessuno se ne occupasse. In quel contesto emerse il rischio che il cane potesse essere allontanato definitivamente o addirittura abbattuto. La famiglia Schumacher decise quindi di intervenire, adottandolo e dandogli il nome Floh, termine tedesco che significa “pulce”.
Quello stesso fine settimana, Michael Schumacher conquistò la sua prima vittoria con la Ferrari, un successo che segnò l’inizio di una fase storica per la scuderia. Floh divenne rapidamente un simbolo di buon auspicio per il pilota. Grazie a un permesso speciale concesso da Bernie Ecclestone, allora figura centrale della Formula 1, il cane poté viaggiare insieme alla famiglia Schumacher seguendo il campionato in diverse tappe del mondiale. Floh entrò così a far parte dell’ambiente della Formula 1, accompagnando Schumacher per anni e diventando una presenza riconosciuta nel paddock.
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