Nel 2013 un uomo perse la vita nella steppa della Patagonia dopo un guasto all’auto e una tempesta di neve; il suo cane rimase con lui per ventitré giorni.
La scomparsa nella steppa della Patagonia
Nel 2013 Bernardo Leónidas Quirós si trovava in una zona remota della Patagonia quando la sua automobile rimase in panne. Senza riparo e senza possibilità di chiedere aiuto immediato, l’uomo decise di proseguire a piedi insieme al suo pastore tedesco, Talero, nel tentativo di raggiungere un punto abitato. Durante il tragitto, una violenta tempesta di neve colpì l’area, rendendo le condizioni di sopravvivenza estremamente critiche. Nel gelo intenso e con temperature sotto lo zero, Quirós non riuscì a resistere e morì per assideramento nel mezzo della steppa.
Il ritrovamento e la presenza del cane
Quando le squadre di soccorso individuarono il luogo, la scena apparve subito fuori dall’ordinario. Accanto al corpo dell’uomo c’era ancora Talero, rimasto sul posto per ventitré giorni. Nonostante la fame, il freddo e lo sfinimento, il cane aveva continuato a vegliare sul suo proprietario, cercando di proteggerlo e tenendo lontani gli animali selvatici. I soccorritori hanno riferito che l’animale appariva estremamente provato, ma ancora vivo, segno di una resistenza prolungata in condizioni ambientali estreme.
Il salvataggio di Talero e il significato della vicenda
Il cane fu immediatamente soccorso e affidato alle cure veterinarie. La sua sopravvivenza dopo quasi un mese nella steppa patagonica è stata considerata eccezionale dagli operatori intervenuti. La vicenda ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica per il comportamento dell’animale, rimasto accanto al proprietario fino all’arrivo dei soccorsi. Un episodio che ha riportato l’attenzione sulla capacità dei cani di mantenere un legame e una presenza costante anche in situazioni estreme.