Un gatto nero veglia ogni notte una donna e scompare il giorno della sua morte

Per settimane un gatto nero appare ogni notte sul davanzale di una stanza. Dopo la morte della donna che vi dormiva, quella presenza non viene più vista.

La presenza silenziosa sul davanzale nelle notti di luna

Ogni notte, sempre alla stessa ora, un gatto nero saliva sul davanzale della finestra di una stanza. Non entrava, non miagolava, non cercava attenzioni. Si sedeva composto, con la coda raccolta intorno alle zampe, e restava immobile a osservare l’interno.
La donna che dormiva in quella stanza non si svegliava mai, ma il suo respiro cambiava. Diventava più lento, regolare, come se una presenza vigile avesse preso il posto delle sue paure notturne. Per chi la conosceva, quel dettaglio non passava inosservato: dopo una vita segnata dal timore del buio, il suo sonno appariva improvvisamente sereno.

Uno sguardo antico e un’attesa che non chiedeva più nulla

Il gatto restava a lungo, con gli occhi fissi nella stanza. Uno sguardo che sembrava riflettere la luce della luna e qualcosa di più profondo, difficile da definire. Non c’era movimento, solo attesa.
In passato, quella donna aveva atteso qualcuno per molto tempo. Un’attesa quotidiana, poi diventata silenziosa, fino a trasformarsi in una presenza invisibile. Non c’erano più segni esteriori, ma l’abitudine all’attesa era rimasta.
Il gatto continuava a tornare, notte dopo notte, come se riconoscesse quel silenzio. Restava finché il cielo non iniziava a schiarirsi. Solo allora scendeva dal davanzale, senza rumore, senza lasciare tracce.

La scomparsa del gatto e il silenzio del mattino

Una mattina la donna fu trovata senza vita nel suo letto. Il volto era disteso, le mani intrecciate sul petto. Chi la vide notò un’espressione di pace che non aveva mai avuto da sveglia.
Sul davanzale non c’era più nessun gatto. La finestra era aperta, la stanza immersa in una quiete definitiva. Da quel giorno, il gatto nero non fu più visto tornare.
La coincidenza tra l’ultima notte e la sua scomparsa ha lasciato una domanda senza risposta. Una presenza silenziosa che aveva vegliato, e che sembrava aver concluso il proprio compito proprio quando non c’era più nulla da proteggere.

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