Lasciato sul marciapiede mentre la famiglia partiva: il cane che aspetta tra le sue ciotole vuote

Durante un trasloco, un cane viene lasciato all’angolo con ciotole e cuscino. Non comprende l’addio e resta in attesa, mentre l’odore della famiglia svanisce.

Le valigie, le scatole e l’illusione della partenza

Beto osserva la casa cambiare volto. Valigie grandi che si riempiono di vestiti e ricordi, scatole sigillate, parole nuove come “visto” e “volo” che rimbalzano nell’aria. Per lui sono segnali familiari: movimento, eccitazione, un viaggio imminente. Scodinzola, segue ogni passo, convinto che quell’avventura includa anche lui. È così che ha sempre funzionato. Quando la famiglia si muoveva, Beto c’era. Il suo mondo è fatto di odori condivisi e presenze costanti, non di confini o decisioni.

Il giorno del viaggio e l’abbandono

Arriva il giorno della partenza. Invece di salire in macchina, Beto viene fatto scendere all’angolo della strada. Con lui restano una cassettina con le ciotole e il suo cuscino preferito. “Comportati bene, qualcuno ti troverà”, sono le ultime parole prima che la portiera si chiuda. L’auto si allontana. Beto non comprende il gesto: resta seduto, le ciotole vuote accanto, il cuscino che conserva ancora l’odore di casa. Non conosce la logica dei traslochi, non sa cosa significhi un addio definitivo. Sa solo che l’aria cambia e che il profumo della sua famiglia si fa sempre più debole.

L’attesa e l’oblio

Il cane rimane lì. Aspetta. Per Beto, aspettare è un atto di fiducia: chi se ne va torna. Ma il tempo passa e nessuno torna. Il cuscino diventa l’unico legame con una vita precedente, l’unico oggetto che racconta chi era e dove apparteneva. Beto non si è trasferito. È stato lasciato fuori da una storia che continuava senza di lui. Seduto accanto alle sue cose, resta immobile, mentre l’oblio prende il posto della casa che non ha più.

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