I Cani e il loro mondo

Don Aurelio e Canela, l’ultima passeggiata insieme fino alla fine

Un uomo di novantacinque anni e la sua cagnolina anziana non si sono mai separati. Camminavano insieme ogni mattina. Se ne sono andati lo stesso giorno, nella stessa casa.

Ogni mattina una battaglia condivisa

Don Aurelio aveva 95 anni e si muoveva con un deambulatore. Ogni passo era dolore, ogni mattina una fatica nuova contro un corpo stanco. Eppure non rinunciò mai alla passeggiata quotidiana. Mai una volta. Accanto a lui c’era Canela, la sua cagnolina di 15 anni, il muso imbiancato dal tempo e le zampe ormai tremanti. Non tirava il guinzaglio, non correva, non aveva fretta. Aspettava. Avanzavano lentamente, isolato dopo isolato, fermandosi spesso, respirando insieme. Due corpi segnati dagli anni che si sostenevano in silenzio, senza bisogno di parole.

Un legame fatto di attesa e rispetto

I vicini li vedevano passare ogni mattina. Sempre alla stessa ora. Due figure lente sotto il sole, un uomo e un cane che sembravano invecchiare allo stesso ritmo. Se Don Aurelio si fermava, Canela si sedeva. Se Canela esitava, lui aspettava. “Lei mi dà un motivo per alzarmi”, diceva spesso. “E io lo do a lei”. La figlia di Don Aurelio lo ripeteva con un sorriso amaro: “Il giorno in cui uno non potrà più, nemmeno l’altro vorrà”. Era una frase detta piano, come si dicono le cose che si temono.

La mattina in cui tutto si è fermato

Quel giorno arrivò senza rumore. La porta non si aprì. Il deambulatore restò appoggiato al muro, il guinzaglio al suo chiodo. Don Aurelio venne trovato nel letto, in silenzio, con una mano tesa verso il pavimento. Accanto a lui, rannicchiata, c’era Canela. Non c’erano segni di paura, né di agitazione. Canela non uscì più a passeggiare quel giorno. Né il giorno dopo. Il veterinario spiegò che il suo cuore si era semplicemente fermato, come se avesse capito che non c’era più nessuno da aspettare. Morirono lo stesso giorno, nella stessa casa, a poche ore di distanza. Non per debolezza, ma perché il loro legame era troppo forte per sopravvivere all’assenza. Oggi il quartiere è più silenzioso. Ma chi li ha conosciuti lo sa: alcune lealtà non conoscono addii. Sanno solo camminare insieme, fino alla fine.

Lorenzo Costantino

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