In Puglia la Rottweiler Maya, cinque anni, rientra in rifugio perché giudicata troppo affettuosa. Non aggressiva, non problematica: cercava solo vicinanza e appartenenza.
Il ritorno di Maya in rifugio per una scelta umana
Maya è tornata in rifugio senza che ci fosse alcun episodio critico a motivare quella decisione. Nessuna aggressività, nessun problema comportamentale, nessuna incompatibilità ambientale. Secondo chi l’aveva adottata, il motivo era uno solo: “era troppo appiccicosa”. Un’espressione che, tradotta nei comportamenti osservati, significava desiderio di contatto, bisogno di vicinanza, ricerca costante di una presenza di riferimento. Maya, cinque anni, Rottweiler dal temperamento equilibrato, voleva dormire accanto al suo umano, seguiva i movimenti in casa, cercava una mano da cui ricevere sicurezza. Tutto questo è stato percepito come un limite. Così, senza aver fatto nulla di sbagliato, è stata riportata indietro e ha varcato di nuovo il cancello del rifugio.
La vita di Maya oggi tra silenzio e attesa
Oggi Maya trascorre le sue giornate nella cuccia. Non abbaia, non cerca attenzioni in modo invadente. Rimane in silenzio, osservando ciò che accade intorno. I rumori improvvisi la fanno sobbalzare, segno di un disagio che si è aggiunto alla delusione. Eppure, ogni volta che qualcuno passa davanti al suo box, alza lo sguardo. Non con insistenza, ma con una domanda muta. È uno sguardo che sembra dire: “Sarai tu?”. Nonostante il rientro improvviso, la fiducia non si è spenta. Maya non mostra rabbia, non manifesta chiusura. Continua a cercare un riferimento umano, come se non riuscisse a concepire l’idea di smettere di credere in una nuova possibilità.
Una Rottweiler dal cuore grande in cerca di casa
Il profilo di Maya non racconta un cane difficile. Racconta un cane sensibile, che vive il legame come un bisogno primario. La sua dolcezza non è un eccesso, ma una caratteristica profonda. Maya non deve essere corretta, non deve essere “resa meno affettuosa”. Il suo comportamento non è un difetto da eliminare, ma un tratto che richiede consapevolezza da parte di chi sceglie di adottare. In Puglia, come in molte altre regioni, storie come la sua si ripetono. Cani restituiti non perché incompatibili, ma perché troppo bisognosi di presenza. Maya ha bisogno di una persona capace di riconoscere la sua tenerezza per ciò che è: un legame autentico, costante, profondo. Una casa in cui il contatto non sia tollerato, ma accolto.
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