Una storia di agnellino e solidarietà animale in Puglia, dove una pecora rimasta senza piccolo riceve uno dei gemelli di un’altra madre, cambiando il destino di entrambi.
L’evento si è verificato in un pascolo rurale della Puglia, durante una normale stagione di nascite nel gregge. Una pecora adulta ha dato alla luce un agnellino che, fin dai primi istanti, è apparso privo di segni vitali. Gli allevatori presenti hanno tentato ogni intervento possibile per salvare il piccolo, monitorando la situazione e cercando di stimolarne la respirazione, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.
Quando il corpo dell’agnellino è stato rimosso dal prato, il comportamento dell’animale adulto è cambiato visibilmente. La pecora ha iniziato a emettere versi prolungati e ripetitivi, muovendosi lungo il recinto e cercando il piccolo in diversi punti dell’area. Secondo chi era presente, l’animale ha continuato per ore a camminare avanti e indietro, mantenendo un atteggiamento agitato e costante.
“Una pecora ha partorito. Ma il suo agnellino era nato senza vita. Abbiamo provato tutto. Sperato, aspettato. Ma non c’è stato nulla da fare”, hanno raccontato gli allevatori che hanno assistito al parto.
Durante la notte, la pecora non ha mostrato segni di tranquillità, restando in movimento continuo e alternando lunghi richiami sonori. “Quando abbiamo portato via quel piccolo corpo senza respiro, lei ha iniziato a piangere. Sì, piangere. Ha passato la notte a camminare avanti e indietro, emettendo quei versi lunghi, rotti, carichi di una domanda che non avrebbe mai ricevuto risposta. Chiamava. Cercava. Aspettava. Ma il silenzio le rispondeva sempre allo stesso modo”, hanno riferito i testimoni.
La mattina successiva, mentre il gregge veniva lasciato pascolare su un prato ancora umido, si è verificato un comportamento che ha attirato immediatamente l’attenzione degli allevatori. Un’altra pecora, che aveva partorito due gemelli pochi giorni prima, si è avvicinata spontaneamente all’animale rimasto senza piccolo.
Secondo quanto osservato, la pecora si è fermata accanto all’altra madre senza manifestare segnali di difesa o rivalità. Con movimenti lenti, ha favorito l’avvicinamento di uno dei suoi agnellini verso l’animale che aveva perso il proprio cucciolo.
“Un’altra pecora, che aveva partorito due gemelli la settimana prima, si è avvicinata. Forse ha sentito quel dolore che si infiltra nell’aria, silenzioso e denso come la nebbia. Non ha esitato. Non ha mostrato alcun dubbio. Con un gesto lento, istintivo, ha fatto avvicinare uno dei suoi cuccioli all’altra madre. Come se volesse dirle: ‘Tieni. Prendi un pezzo del mio amore. Non devi rimanere sola.’”
Il comportamento è stato accolto senza reazioni aggressive. L’agnellino si è avvicinato alla nuova madre e ha iniziato a restare accanto a lei, mentre l’altra pecora continuava a vigilare a breve distanza.
Nelle ore successive, gli allevatori hanno monitorato la situazione per verificare eventuali segnali di rifiuto o conflitto. Tuttavia, non sono stati registrati comportamenti ostili tra i due animali. L’agnellino ha continuato a muoversi tra le due pecore, mantenendo contatti frequenti con entrambe.
“Nessuna lotta. Nessuna confusione. Nessun rifiuto. Solo un agnellino che ora ha due madri. E due madri che hanno trovato, nell’una e nell’altra, un nuovo equilibrio”, hanno raccontato gli allevatori.
Secondo le osservazioni effettuate durante la giornata, la pecora rimasta senza piccolo ha iniziato a mostrare segnali di maggiore tranquillità, riducendo i richiami sonori e restando accanto all’agnellino. Gli operatori hanno deciso di mantenere il gruppo unito, monitorando lo sviluppo del piccolo e la stabilità del rapporto tra gli animali.
“Abbiamo assistito a un gesto che ci ha spezzato e guarito il cuore allo stesso tempo. Dicono che gli animali non provino sentimenti come i nostri. Che non comprendano, che non ricordino, che non sappiano amare come facciamo noi. Ma noi li abbiamo visti. Li abbiamo visti piangere. Li abbiamo visti consolare. Li abbiamo visti comprendere la perdita. E rispondere con la cura. Forse, alla fine, non siamo così diversi. O forse siamo noi che dobbiamo ancora imparare a sentire come loro. Una vita che finisce. Un’altra che si sposta. Un amore che si allarga. A volte, le lezioni più grandi arrivano nel silenzio di un prato. Senza parole. Ma con tutto il cuore.”
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