Principessa è una cagna maltrattata che reagisce con lo sguardo al muro, segno tipico di cani segnati da violenze, oggi in attesa di adozione in una regione italiana.
Quando i cani che hanno subito violenze vengono prelevati dal luogo in cui hanno vissuto, spesso assumono una postura precisa. Si girano verso il muro, abbassano lo sguardo e restano immobili. È una reazione istintiva, legata alla paura di botte, calci e strattoni al guinzaglio. È così che si è comportata anche Principessa.
Il suo nome non compare in alcun documento ufficiale. È un nome scelto da chi oggi la osserva ogni giorno e cerca di leggerne i silenzi. «Io la chiamo così, perché per me è una principessa, anche se la vita l’ha trattata come se non valesse niente». Le parole restano identiche, perché spiegano meglio di qualsiasi descrizione ciò che il corpo dell’animale comunica senza voce.
Principessa ha circa due anni. L’età è stimata, come accade spesso per cani che non hanno una storia registrata. Quello che è certo è che il suo sguardo e la sua postura raccontano un passato fatto di paura. Ogni movimento è misurato, ogni rumore improvviso la porta a irrigidirsi. Non ringhia, non si difende, non reagisce. Si limita a voltarsi, come se aspettasse il colpo successivo.
Chi si occupa di lei descrive un cane che non conosce ancora il significato della sicurezza. Il corpo di Principessa mostra segni evidenti di stress prolungato. Non sono solo eventuali cicatrici a raccontare la sua storia, ma il modo in cui occupa lo spazio. Sta sempre ai margini, evita il centro della stanza, cerca angoli protetti.
«Chissà quante botte ha preso». Anche questa frase viene riportata senza modifiche. È una constatazione che nasce dall’osservazione quotidiana, non da ipotesi astratte. Principessa pesa circa 20 chili, una taglia media che avrebbe potuto renderla invisibile, facilmente gestibile, facilmente punibile.
Nonostante tutto, non mostra aggressività. Il suo sguardo resta basso, spesso fisso sul muro, come se quel gesto fosse diventato una forma di autodifesa. È il comportamento tipico di cani che hanno imparato che farsi piccoli è l’unico modo per sopravvivere.
Attualmente Principessa si trova in Campania, nella zona di Caserta. È seguita da persone che stanno avviando per lei un percorso sanitario completo. A breve verrà sterilizzata, vaccinata, testata per le principali malattie e microchippata. È prevista anche una valutazione comportamentale per verificarne la compatibilità con altri cani.
L’adozione è possibile dalla Campania verso tutta Italia, secondo le procedure previste. Non si cercano gesti impulsivi, ma una disponibilità consapevole. Principessa ha bisogno di tempo, stabilità e rispetto. Il suo recupero passa attraverso routine semplici e assenza di pressioni.
Il suo corpo e il suo sguardo continuano a raccontare ciò che non può dire. Oggi, però, esiste la possibilità che quella storia cambi direzione, lontano dal muro contro cui ha imparato a proteggersi.
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