Due cucciole avvelenate in strada, una muore e l’altra sopravvive restando accanto alla amica perduta

Durante una notte invernale due cucciole randagie vengono trovate avvelenate. Una muore sul posto, l’altra viene soccorsa in condizioni critiche e sopravvive.

La scoperta delle cucciole in condizioni estreme

L’episodio si è verificato in una notte particolarmente fredda, in una zona periferica e poco illuminata, dove due cucciole randagie vivevano da tempo in stato di abbandono.
I residenti della zona le avevano soprannominate Neve e Ombra, ma pochi si avvicinavano a loro a causa delle gravi condizioni fisiche in cui si trovavano, segnate da malnutrizione, rogna e mancanza di cure.
Le due cucciole dormivano sempre insieme, cercando reciproco calore per affrontare le basse temperature e la mancanza di riparo.

Il cibo avvelenato e la morte di una cucciola

Nel corso della notte qualcuno ha lasciato del cibo contenente veleno nella zona in cui le cucciole erano solite fermarsi.
Ombra, la più debilitata, ha ingerito per prima la sostanza tossica ed è morta in pochi minuti.
Neve, già intossicata a sua volta, si è avvicinata al corpo della sorella e si è sdraiata sopra di lei, restando immobile nonostante i segni evidenti di avvelenamento e ipotermia.
Secondo i testimoni, diverse persone sono passate nella zona senza fermarsi, mentre i lamenti della cucciola rimasta viva continuavano a sentirsi debolmente.

Il soccorso, la sopravvivenza e l’adozione

L’intervento è avvenuto quando una volontaria ha raggiunto il luogo, trovando Neve ancora viva ma in condizioni gravissime, accanto al corpo senza vita della sorella.
La cucciola è stata trasportata d’urgenza in una struttura veterinaria, dove è rimasta per ore in bilico tra la vita e la morte a causa dell’avvelenamento e del freddo.
Contro le previsioni iniziali, Neve ha superato la fase critica ed è sopravvissuta.
Oggi vive in una casa stabile, dove riceve cure, protezione e attenzioni costanti. Secondo quanto riferito, dorme stringendo un piccolo peluche grigio, utilizzato come oggetto rassicurante.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sul fenomeno dell’avvelenamento degli animali randagi e sulla necessità di interventi tempestivi per la loro tutela.

Lascia un commento