Giulietta salvata dopo le torture, ora lotta per sopravvivere al sicuro

Una cagnolina trovata legata e gravemente ferita viene salvata in extremis. Ora è al sicuro e in cura, mentre si cerca il responsabile delle violenze.

Giulietta salvata in condizioni gravissime dopo le torture

È stata trovata legata a un palo, immobilizzata e in condizioni critiche, con il corpo gonfio e segnato da numerose ferite. La vittima è una cagnolina ribattezzata Giulietta, soccorsa nella regione Campania da alcuni volontari intervenuti dopo una segnalazione.

Quando è stata liberata, l’animale era in fin di vita. Non riusciva a muoversi e mostrava evidenti segni di maltrattamento e sofferenza prolungata. I soccorritori l’hanno trasportata d’urgenza presso una struttura veterinaria, dove è stata stabilizzata e sottoposta alle prime cure.

Le immagini diffuse dai volontari mostrano oggi Giulietta sdraiata su una coperta, ancora provata ma finalmente al sicuro. Il gonfiore e le lesioni sono oggetto di monitoraggio costante, mentre i medici valutano giorno per giorno la risposta alle terapie.

Indagini in corso per individuare il responsabile

L’episodio è stato segnalato alle autorità competenti e sono in corso accertamenti per identificare la persona o le persone responsabili delle violenze. Il maltrattamento di animali, secondo la normativa italiana, costituisce reato e può comportare sanzioni penali e il divieto di detenere animali.

Le associazioni che si occupano della tutela animale hanno invitato chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le forze dell’ordine. Nei casi di questo tipo, la tempestività delle segnalazioni può risultare decisiva sia per salvare gli animali sia per ricostruire i fatti.

Secondo i volontari intervenuti, senza l’allarme lanciato da alcuni cittadini, la cagnolina non avrebbe avuto possibilità di sopravvivere.

Il percorso di recupero e la risposta della rete di volontari

Dopo il ricovero, Giulietta ha iniziato un percorso di recupero che richiederà tempo. Le sue condizioni restano delicate, ma i veterinari parlano di primi segnali incoraggianti.

La gestione del caso coinvolge una rete di volontari che si sta occupando delle cure, del monitoraggio clinico e della futura sistemazione dell’animale una volta conclusa la fase sanitaria.

Gli esperti ricordano che, nei casi di maltrattamento grave, oltre alle lesioni fisiche è necessario affrontare anche il recupero comportamentale, attraverso un ambiente stabile e un percorso graduale di riabilitazione.

La vicenda di Giulietta riporta l’attenzione sull’importanza della segnalazione tempestiva e sul ruolo delle reti di soccorso territoriale, fondamentali per intervenire rapidamente nelle situazioni di emergenza e garantire protezione agli animali vittime di violenza.

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