Una gattina ferita gravemente dopo essere stata gettata da un parcheggio sopravvive grazie a una donna: mesi di cure e assistenza continua la riportano a camminare.
La scena si è consumata sul bordo di un parcheggio multipiano. Un gruppo di bambini rideva mentre lanciava una piccola gattina nel vuoto. Intorno, molte persone hanno assistito senza intervenire. Alcuni hanno distolto lo sguardo, altri hanno preferito ignorare quanto stava accadendo.
Solo una donna ha reagito immediatamente. Senza esitazioni, si è precipitata verso il punto da cui proveniva un miagolio flebile, quasi impercettibile. La gattina era a terra, immobile, il corpo piegato in modo innaturale e gli occhi spalancati dalla paura.
L’animale è stato raccolto con estrema cautela e portato d’urgenza in una clinica veterinaria. Le radiografie hanno evidenziato una situazione gravissima: oltre cinquanta fratture distribuite in diverse parti del corpo.
I medici hanno parlato di un quadro critico. Le possibilità di recupero erano ridotte e la prospettiva di tornare a camminare appariva incerta.
Nonostante le difficoltà, la donna ha deciso di non arrendersi. Il percorso di recupero è stato lungo e complesso, fatto di controlli, terapie e attenzioni costanti.
Durante la notte, la gattina veniva avvolta in una coperta morbida e sistemata con delicatezza sul collo della sua salvatrice, che rimaneva immobile per ore per evitare qualsiasi movimento brusco. Il contatto diretto e il calore corporeo contribuivano a mantenerla tranquilla e stabile.
Le notti sono diventate una routine fatta di attenzione continua. Ogni piccolo segnale dell’animale – un movimento, un leggero tocco – era sufficiente per svegliare la donna e permetterle di cambiare posizione o alimentarla.
Il recupero non ha seguito tempi rapidi. I progressi sono arrivati lentamente, settimana dopo settimana, tra controlli medici e periodi di immobilità.
Dopo mesi di cure costanti, sono arrivati i primi segnali incoraggianti. La gattina ha iniziato a sostenersi sulle zampe, inizialmente con movimenti incerti e limitati.
Con il passare del tempo, i passi sono diventati più sicuri. Alla fase di equilibrio precario è seguita la capacità di muoversi autonomamente, fino a recuperare una mobilità completa.
Oggi l’animale si muove liberamente in casa, salta sui mobili e gioca senza difficoltà apparenti.
Nonostante il recupero fisico, alcune abitudini sono rimaste. Durante la notte, la gattina cerca ancora il contatto con la donna che l’ha salvata, accoccolandosi vicino al suo collo prima di addormentarsi.
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