Un rifugio sull’orlo della chiusura viene rilevato all’ultimo momento, garantendo cure e futuro a quarantasette cani, tra cui un golden retriever anziano adottato simbolicamente.
La crisi e l’ultimatum
Il rifugio si trovava a poche ore dalla chiusura definitiva. Le bollette arretrate e la richiesta formale del proprietario dell’immobile avevano imposto un ultimatum chiaro: liberare la struttura o trasferire i cani altrove.
Con solo 72 ore a disposizione, le possibilità di ricollocare tutti gli animali apparivano limitate. La struttura ospitava quarantasette cani, molti dei quali anziani o con problemi di salute, difficilmente adottabili in tempi così ristretti.
La visita e l’incontro con i cani
In quel contesto critico, una visita inattesa ha cambiato il corso degli eventi. L’uomo ha attraversato la struttura senza clamore, osservando i box uno a uno, fino a fermarsi davanti a Rusty, un golden retriever di 14 anni, con problemi articolari e una parziale perdita della vista.
Secondo quanto riferito dalla direzione, il tempo trascorso accanto al cane è stato silenzioso, fatto di carezze e attenzione, senza dichiarazioni pubbliche o presenza di media.
L’acquisizione del rifugio e le conseguenze
Dopo l’incontro, è stata presa una decisione definitiva: l’intera struttura è stata acquistata, garantendo continuità operativa al rifugio e sicurezza a tutti i cani ospitati.
Nei giorni successivi sono stati avviati interventi strutturali e organizzativi, con l’arrivo di nuovi letti, sistemi di riscaldamento, forniture alimentari e assistenza veterinaria continuativa. Ogni box è stato riorganizzato come spazio stabile e permanente.
Contestualmente, Rusty è stato adottato, diventando il simbolo di un salvataggio che ha coinvolto l’intera struttura. L’operazione ha evitato lo sgombero e ha assicurato una sistemazione definitiva a tutti i cani presenti.