A Bari, Rocky continua il rituale quotidiano davanti al cantiere di Luca: ogni mattina porta la sua cassetta del pranzo e aspetta il ritorno.
Il primo giorno sembrava solo un oggetto senza valore: una vecchia cassetta di metallo, graffiata e consumata dal tempo. Quando ho provato a spostarla, Rocky ha reagito con un ringhio basso e deciso. Non era semplice ferraglia. Era qualcosa che apparteneva al suo mondo.
Rocky è un Amstaff robusto, segnato da cicatrici sulle zampe e con uno sguardo attento, quasi consapevole. Dopo la scomparsa di Luca, mio fratello, la casa è rimasta a me. Insieme alla casa, è rimasto anche lui.
Solo con il passare dei giorni ho capito quanto fosse profondo il legame tra loro. Ogni mattina, senza eccezioni, alle 6:45 precise, il cane salta sul bancone, afferra la vecchia cassetta del pranzo e si posiziona davanti alla porta d’ingresso. Non cerca cibo, non chiede attenzioni. Vuole uscire.
Una volta aperta la porta, parte con passo sicuro. Segue sempre lo stesso percorso, attraversa diversi isolati e procede deciso, come se conoscesse perfettamente la destinazione.
Il tragitto termina davanti al cancello del cantiere dove lavorava Luca a Bari. Arrivato lì, Rocky si siede. Appoggia la cassetta a terra e resta immobile, con lo sguardo fisso verso l’interno, come se attendesse l’inizio della giornata lavorativa.
Alle sette in punto, quando la sirena annuncia l’inizio del turno, uno degli operai esce dal cantiere e lo saluta chiamandolo per nome. L’uomo si avvicina con calma, apre la cassetta e inserisce un pezzo di panino. Poi la richiude con attenzione.
Solo in quel momento Rocky si alza. Afferra la scatola tra i denti e riprende la strada verso casa, mantenendo lo stesso passo deciso dell’andata.
Il rituale si ripete ogni mattina, identico, senza variazioni. Nessuno gli ha spiegato che Luca non tornerà più. Per lui, quel percorso rappresenta ancora la normalità, un’abitudine costruita nel tempo e mai interrotta.
Così la porta viene aperta ogni giorno alla stessa ora. Si percorrono le stesse strade, si raggiunge lo stesso cancello e si attende lo stesso segnale.
Per Rocky, quella routine non è solo un’abitudine. È il modo in cui continua a cercare il suo punto di riferimento, mantenendo vivo un legame che per lui non si è mai interrotto.
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