Ugo, cane randagio affamato, entra in chiesa durante la messa. Accolto dal parroco e dai fedeli, oggi partecipa ogni mattina alla celebrazione.
Ugo il cane randagio entra in chiesa durante la celebrazione
È entrato lentamente, con lo sguardo attento di chi cerca qualcosa per sopravvivere. Non rumore, non agitazione. Solo passi cauti e una presenza discreta tra i banchi.
Il cane, poi chiamato Ugo, si è fermato davanti all’altare e si è seduto composto. Immobile, silenzioso, come se avesse capito di trovarsi in un luogo dove non serviva difendersi. La scena ha sorpreso i presenti, riuniti per la celebrazione del mattino in una chiesa della Puglia.
Alcuni fedeli si sono voltati incuriositi, altri hanno osservato la scena con un sorriso. Nessuno, però, ha reagito con fastidio o preoccupazione. Il parroco ha incrociato lo sguardo dell’animale e ha continuato la funzione senza interrompersi.
“Lasciamolo stare, anche lui cerca pace”, avrebbe detto a bassa voce a un collaboratore. Da quel momento, la presenza del cane non è stata percepita come un’intrusione, ma come parte naturale di quel momento.
L’accoglienza dei fedeli e il legame con il parroco
Nei giorni successivi, Ugo è tornato. Sempre alla stessa ora, sempre con lo stesso passo tranquillo. Attraversava la navata senza correre, senza disturbare, e si sistemava in un angolo o vicino all’ingresso.
I fedeli hanno iniziato a riconoscerlo. Qualcuno ha portato acqua, altri del cibo. Il parroco ha deciso di prendersi cura direttamente dell’animale, garantendogli visite veterinarie e un posto sicuro nel cortile della canonica.
Secondo quanto riferito da chi frequenta la parrocchia, il cane ha mostrato fin da subito un comportamento docile e rispettoso. Non abbaia durante le celebrazioni, non si muove tra i banchi e resta seduto o sdraiato fino alla fine della funzione.
“È come uno di noi”, racconta una parrocchiana. “Arriva puntuale e sembra ascoltare”.
Una nuova vita e una presenza quotidiana
Oggi Ugo entra ogni mattina insieme al parroco. Cammina accanto a lui lungo la navata e raggiunge il suo posto abituale, dove resta per tutta la durata della celebrazione.
Non è più un animale in cerca di cibo o riparo. Ha trovato una routine, cure costanti e un ambiente stabile. La sua storia si è diffusa nella zona, attirando la curiosità di molte persone che passano anche solo per vederlo.
Il cane vive ora stabilmente negli spazi della parrocchia, dove riceve assistenza quotidiana e controlli veterinari periodici. La sua presenza è diventata parte della vita della chiesa e delle attività quotidiane.
Quella che era iniziata come una comparsa silenziosa è diventata una presenza fissa, riconosciuta e accolta, simbolo di un legame costruito nel tempo tra un animale randagio e chi ha scelto di prendersene cura.