Una gattina salvata appena nata in una regione italiana viene accudita da una famiglia affidataria e, dopo settimane di cure, viene adottata.
Una telefonata serale ha dato inizio a una storia di recupero e cura durata poco più di due mesi. In una regione del Centro Italia, una volontaria che collabora come famiglia affidataria per un rifugio locale ha accettato senza esitazione di occuparsi di una gattina trovata all’interno di un cassonetto.
L’animale aveva circa due settimane e mezzo di vita. Le condizioni iniziali richiedevano attenzioni costanti: le zampe e la coda erano ricoperte da una sostanza secca e aderente, rimossa solo gradualmente nel corso delle settimane.
Nei primi giorni la gestione è stata intensiva. La piccola doveva essere alimentata ogni due ore e seguita manualmente anche per le funzioni fisiologiche, ancora non autonome. L’obiettivo principale era garantire stabilità, nutrizione adeguata e un ambiente protetto.
In casa erano presenti anche altri animali: un cane giovane e un altro gatto. Nonostante la differenza di età e temperamento, l’inserimento è avvenuto senza difficoltà. Entrambi hanno mostrato un comportamento calmo e attento nei confronti della nuova arrivata.
Dopo le prime settimane di stabilizzazione, la gattina ha iniziato a muoversi liberamente per l’abitazione. Intorno alla quarta settimana ha imparato a utilizzare la lettiera, raggiungendo una buona autonomia per la sua età.
Il percorso di crescita ha però avuto un momento critico in occasione del primo vaccino. Nelle ore successive si è verificata una reazione avversa, con febbre elevata e forte apatia.
La notte è stata dedicata al monitoraggio continuo: somministrazione di liquidi in piccole quantità e bagni tiepidi per contenere la temperatura. Alla riapertura dell’ambulatorio veterinario sono stati somministrati antistaminici e cortisone.
Nel giro di poco tempo, le condizioni sono migliorate e la ripresa è stata completa. Secondo il veterinario, la risposta alle cure è stata positiva e senza conseguenze a lungo termine.
Con il passare delle settimane, il legame tra l’animale e la famiglia affidataria si è rafforzato. La gattina mostrava un comportamento molto orientato al contatto, seguendo costantemente i movimenti della volontaria e cercando la vicinanza fisica.
Come previsto per gli affidi temporanei, è iniziata la ricerca di una sistemazione definitiva. La soluzione è arrivata all’interno della stessa famiglia.
Dopo aver ricevuto alcune fotografie, il figlio della volontaria ha mostrato interesse per l’adozione. Nei giorni successivi ha incontrato più volte la gattina e, nel fine settimana, ha formalizzato l’ingresso nella sua nuova abitazione.
Questo passaggio consente alla famiglia affidataria di continuare a seguire la crescita dell’animale attraverso visite e aggiornamenti regolari.
L’uscita della gattina dalla casa ha modificato la routine domestica. Il cane con cui aveva instaurato un rapporto quotidiano ha mostrato segnali di ricerca e maggiore tranquillità nelle ore successive.
Secondo gli operatori dei rifugi, gli affidi temporanei rappresentano uno strumento fondamentale per la sopravvivenza dei cuccioli trovati in condizioni critiche. L’assistenza nelle prime settimane di vita aumenta in modo significativo le possibilità di recupero e di adozione stabile.
In questo caso, una richiesta di aiuto accolta immediatamente ha permesso a un animale abbandonato di superare una fase delicata e di iniziare una nuova vita in un ambiente familiare.
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