Cucciolo abbandonato e legato viene trovato da Marta, che lo accoglie subito in casa e avvia un percorso di recupero e adozione definitiva.
Cucciolo abbandonato, l’incontro che cambia tutto
Il cucciolo era legato a un palo lungo una strada secondaria di una regione del Sud Italia. Accanto a lui, una borsa con pochi oggetti: una coperta, una ciotola e qualche crocchetta. Segni evidenti di un abbandono organizzato, ma definitivo.
A trovarlo è stata Marta, che si trovava a passare in quella zona durante una commissione. Il cane era immobile, con il corpo teso e lo sguardo fisso su chiunque si avvicinasse. Non abbaiava, non tentava di liberarsi. Tremava.
“In quel momento non ho pensato allo spazio, al lavoro o a cosa avrebbero detto a casa. Ho visto solo lui”, ha raccontato.
La donna si è avvicinata lentamente, parlando a voce bassa per non spaventarlo ulteriormente. Dopo averlo liberato, lo ha preso in braccio e portato via da quel luogo. Il primo gesto è stato offrirgli acqua e sistemarlo in auto su una coperta.
Secondo il veterinario che lo ha visitato nelle ore successive, il cane presentava un forte stato di stress emotivo, ma nessuna lesione fisica grave.
Paura e shock, i primi giorni in casa
Una volta arrivato nell’abitazione di Marta, il cucciolo ha mostrato tutti i segnali tipici di un trauma da abbandono. Rimaneva nascosto negli angoli, sobbalzava ai rumori e osservava ogni movimento con diffidenza.
Dormiva poco e mangiava lentamente, come se temesse che anche quel nuovo ambiente potesse cambiare da un momento all’altro.
“Gli ho parlato piano. Gli ho detto che era al sicuro e che poteva avere paura”, ha spiegato la donna.
Gli operatori di un’associazione locale, contattati per ricevere indicazioni, hanno suggerito un percorso basato su routine stabili e nessuna forzatura nel contatto fisico. Nei primi giorni l’obiettivo è stato semplicemente permettere al cane di osservare, orientarsi e sentirsi protetto.
Gradualmente sono arrivati i primi segnali di apertura: una coda che si muove lentamente, la decisione di uscire dalla sua cuccia, il primo avvicinamento spontaneo.
Una nuova famiglia dopo l’abbandono
Con il passare delle settimane, il cambiamento è diventato evidente. Il cucciolo ha iniziato a seguire Marta per casa, a cercare il contatto e a reagire positivamente alla presenza delle persone.
Le visite veterinarie hanno confermato buone condizioni di salute e la possibilità di avviare il percorso di registrazione e adozione ufficiale.
“Da oggi saremo una famiglia”, ha dichiarato la donna, che ha deciso di tenerlo con sé in modo definitivo.
Gli esperti spiegano che nei casi di abbandono precoce, la stabilità ambientale e la continuità delle relazioni rappresentano fattori determinanti per il recupero comportamentale.
Oggi il cucciolo vive in un contesto domestico stabile, con orari regolari, passeggiate quotidiane e un ambiente prevedibile. Il tremore dei primi giorni ha lasciato spazio a movimenti più sicuri e a un comportamento esplorativo.
L’adozione è in fase di formalizzazione, mentre il cane continua il percorso di crescita all’interno della nuova famiglia.