L’amore per una cagnolina, lui sulle scale, lei stretta al petto: prima metà a lei, poi a sé

Ogni mattina li vedeva sui gradini dell’ufficio. Poi una notte vengono separati. Decide di intervenire e li riporta uno accanto all’altra.

Ogni mattina sui gradini con la sua cagnolina avvolta in una coperta

Ogni giorno, entrando in ufficio, la scena era sempre la stessa. Lui seduto sui gradini, appoggiato al muro, il volto segnato dalla fatica e dal tempo. Tra le braccia teneva una cagnolina minuscola, color sabbia, avvolta con cura in una coperta come fosse un bene prezioso.

Non chiedeva denaro, non fermava i passanti. Restava lì in silenzio. Quando qualcuno gli offriva qualcosa da mangiare, la divideva sempre a metà.

“Lei mangia quando mangio io”, diceva con un sorriso semplice, ma sincero. La cagnolina lo osservava con fiducia, restando stretta contro il suo petto anche nei giorni più freddi.

Era un equilibrio fragile, ma evidente. Una presenza costante che scandiva le mattine.

La notte della separazione e lo sguardo che cambia

Poi arrivò una mattina diversa dalle altre. Faceva freddo. Lui era seduto nello stesso punto, ma la cagnolina non c’era.

Durante la notte, alcune persone erano state trasferite in altre strutture. In quell’operazione erano stati separati anche loro.

L’uomo non parlava molto. Restava seduto con lo sguardo perso. L’assenza era visibile più di qualsiasi parola.

Non era una scena che si potesse ignorare. La separazione non era stata una scelta, ma una conseguenza di decisioni prese altrove.

Il ritorno al rifugio e l’incontro tra le sbarre

La decisione di intervenire fu immediata. Accompagnarlo al rifugio significava provare a ricostruire ciò che era stato interrotto.

Quando la cagnolina lo vide, reagì subito. Tremava, cercava di avvicinarsi oltre le sbarre, muovendosi con energia improvvisa. Lui si inginocchiò davanti al box e scoppiò in lacrime.

“Pensavo di averti persa”, le sussurrava stringendola appena possibile.

Le spese per il rilascio, le cure e la sistemazione vennero saldate. Poco dopo, tornarono insieme.

Durante il viaggio di ritorno, la teneva stretta come faceva sui gradini, avvolgendola nella stessa coperta. Il silenzio nell’auto era diverso da quello dei giorni precedenti: non più vuoto, ma colmo di presenza.

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