Nella regione Piemonte, un gatto abbandonato con un cartello “morde” viene salvato, curato e adottato: dopo tre anni non ha mai mostrato aggressività.
Tre anni fa, lungo una strada della regione Piemonte, una scena insolita ha attirato l’attenzione di chi passava. Un gatto era legato a un palo, fermo e immobile. Appeso al collo aveva un cartello scritto a mano con un pennarello nero: “MORDE”.
L’animale tremava visibilmente. Non mostrava segni di aggressività, ma la scritta bastava a tenere le persone a distanza. I passanti rallentavano, osservavano e poi proseguivano, evitando qualsiasi contatto.
Tra chi si è fermato quel giorno c’era Luca, che ha deciso di avvicinarsi nonostante l’avvertimento. Il gatto non ha reagito in modo ostile. Non ha ringhiato, non ha tentato di colpire, non ha mostrato alcun comportamento aggressivo.
Dopo averlo liberato, Luca lo ha portato immediatamente in una clinica veterinaria per una valutazione completa, temendo che la scritta potesse indicare un reale problema comportamentale.
Gli accertamenti sanitari non hanno evidenziato patologie gravi. Dal punto di vista comportamentale, la valutazione è stata chiara: il gatto non era aggressivo, ma in uno stato di forte stress e paura.
Secondo il veterinario, la reazione di immobilità e tremore era compatibile con un trauma recente o con una situazione di abbandono improvviso. La scritta sul cartello, probabilmente, era stata utilizzata per scoraggiare chiunque dall’avvicinarsi, riducendo le possibilità di intervento.
Nei primi giorni dopo il recupero, il gatto ha mantenuto un atteggiamento molto prudente. Si nascondeva spesso e reagiva con diffidenza ai movimenti improvvisi, ma senza mai mostrare comportamenti aggressivi.
Con il tempo, grazie a un ambiente stabile e tranquillo, ha iniziato a rilassarsi e a cercare il contatto.
Oggi il gatto vive stabilmente con Luca e ha sviluppato un comportamento completamente diverso rispetto ai primi giorni. Trascorre gran parte del tempo in casa, alternando momenti di gioco a lunghe ore di riposo.
Si lascia prendere in braccio senza resistenza, cerca il contatto fisico e reagisce con fusa quando viene accarezzato. In tre anni di convivenza non si sono mai verificati episodi di aggressività.
Il cartello originale è stato conservato e incorniciato. È appeso in casa come promemoria di quella situazione iniziale e del percorso che è seguito.
Secondo il veterinario che lo ha seguito, la trasformazione è legata alla riduzione dello stato di paura e alla presenza costante di riferimenti ambientali e relazionali stabili.
Da animale evitato e lasciato solo in strada, il gatto è diventato un animale domestico equilibrato, mantenendo un comportamento tranquillo e socievole nella vita quotidiana.
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