Cagnolina trovata legata e denutrita in un bosco da un gruppo di ciclisti. Dopo giorni critici, è sopravvissuta ed è stata adottata dalla famiglia di uno dei soccorritori.
Il ritrovamento nel bosco: una scena di estrema crudeltà
Una semplice uscita domenicale in bicicletta si è trasformata in un intervento di salvataggio che ha evitato una morte certa. Un gruppo di ciclisti amatoriali, deciso a percorrere un sentiero diverso dal solito, si è imbattuto in una scena drammatica nel cuore di una zona boschiva.
Tra gli alberi secchi e nel silenzio della vegetazione, uno di loro ha notato un movimento appena percettibile vicino a un tronco. Avvicinandosi, il gruppo ha scoperto una cagnolina in condizioni gravissime, legata al collo con una corda stretta attorno a un albero.
L’animale appariva estremamente magro e debilitato. Le ossa erano evidenti sotto la pelle, le zampe tremavano e lo sguardo risultava spento. Secondo una prima valutazione, la cagnolina sarebbe rimasta in quel luogo per diversi giorni, senza cibo né acqua, esposta alle intemperie e completamente isolata.
La corda, fissata in modo tale da limitarne i movimenti, faceva ipotizzare un abbandono volontario con conseguenze potenzialmente letali.
Il soccorso e la corsa dal veterinario
I ciclisti hanno immediatamente liberato l’animale. Uno di loro, inginocchiandosi accanto alla cagnolina, ha sussurrato: «Perdonami… perdonami per quello che ti hanno fatto», mentre cercava di tranquillizzarla.
Nonostante la debolezza, nel momento in cui è stata sciolta dal vincolo, la cagnolina ha mosso la coda, segno di una reazione ancora vitale e di una risposta al contatto umano.
Trasportata fino alla strada e poi presso una struttura veterinaria, l’animale è stato sottoposto a cure urgenti. I medici hanno riscontrato uno stato di grave denutrizione e disidratazione, febbre alta, gengive pallide e un principio di insufficienza renale.
Le prime ore sono state considerate critiche. L’animale non mangiava e trascorreva gran parte del tempo dormendo, mentre i veterinari monitoravano costantemente i parametri vitali, senza poter escludere il rischio di complicazioni.
La cagnolina è stata chiamata Alma.
La rinascita di Alma e l’adozione
Con il passare dei giorni, le condizioni di Alma hanno iniziato lentamente a migliorare. Le terapie, unite a un ambiente protetto e alle cure continue, hanno consentito una graduale ripresa delle funzioni vitali.
Dopo alcune settimane, l’animale ha recuperato peso, forza e capacità di alimentarsi autonomamente. Il percorso di recupero ha portato anche a un cambiamento sul piano comportamentale, con un progressivo ritorno alla fiducia nei confronti delle persone.
La storia ha avuto un ulteriore sviluppo positivo: Alma è stata adottata dalla figlia di uno dei ciclisti che l’avevano trovata. La bambina, di dieci anni, ha accolto la cagnolina nella propria casa, dove oggi vive stabilmente.
Dopo il ritrovamento casuale nel bosco e le cure veterinarie, l’animale ha completato il percorso di recupero ed è stato inserito in un contesto familiare definitivo.