Un cucciolo di Rottweiler con undici fratture viene salvato e operato. Dopo mesi di cure e riabilitazione, oggi cammina e vive una vita serena.
Rottweiler ferito gravemente, la corsa urgente in clinica
Quando è stato soccorso, il cucciolo di Rottweiler presentava condizioni critiche. Le prime radiografie hanno evidenziato undici ossa fratturate, conseguenza di violenze ripetute. Il dolore era evidente: tremava continuamente e non riusciva a trovare una posizione per riposare.
A portarlo d’urgenza in una struttura veterinaria è stata Chiara, che lo aveva trovato rannicchiato e in evidente stato di shock. Il cane appariva terrorizzato, evitava i movimenti e reagiva con estrema sensibilità al minimo contatto.
Durante le prime ore di ricovero, la situazione è stata valutata come estremamente complessa. Le lesioni coinvolgevano più arti e richiedevano interventi chirurgici articolati, oltre a un lungo periodo di recupero.
Il costo delle cure è stato stimato elevato. Alcune persone hanno suggerito soluzioni alternative, sostenendo che l’impegno economico non fosse proporzionato al valore dell’animale.
“Qualcuno ha detto che con quei soldi avrei potuto prenderne un altro”, ha raccontato Chiara. “Ma io non volevo un altro cane. Volevo salvare lui”.
L’intervento e i giorni più difficili della degenza
Il percorso medico è iniziato con la stabilizzazione delle condizioni generali e la gestione del dolore. Il cucciolo non riusciva a mangiare autonomamente e mostrava segni di forte stress.
Nonostante la sofferenza, manteneva un comportamento docile. Durante le visite di Chiara, appoggiava la testa sulla sua mano e restava immobile, cercando il contatto.
Ogni sera, dopo il lavoro, la donna si recava in clinica per restare accanto a lui. Il personale sanitario ha osservato un atteggiamento reattivo e una buona risposta alle terapie.
“Ha una voglia di vivere incredibile”, hanno riferito le infermiere.
L’intervento chirurgico è stato eseguito nei giorni successivi. Le operazioni hanno permesso di stabilizzare le fratture principali e avviare il percorso di recupero funzionale.
Le prime settimane sono state dedicate al controllo delle infezioni, alla fisioterapia passiva e alla graduale ripresa dell’alimentazione. Progressivamente il cucciolo ha ricominciato a bere latte e ad assumere piccole quantità di cibo.
La riabilitazione e il ritorno a una vita attiva
Dopo la dimissione, il percorso è proseguito a casa con esercizi controllati e controlli periodici. Il recupero è stato lento ma costante.
Nel giro di tre mesi, il cucciolo ha ripreso a camminare autonomamente. È rimasta una lieve zoppia, conseguenza delle lesioni più gravi, ma non limita le attività quotidiane.
Oggi il cane si muove con sicurezza negli spazi domestici e all’esterno. Corre, gioca e segue costantemente Chiara, mantenendo un comportamento affettuoso e attento.
Secondo quanto riferito, durante i momenti di gioco mostra particolare entusiasmo, soprattutto quando insegue oggetti o si espone alla luce del sole.
Il percorso riabilitativo resta monitorato, ma le condizioni generali risultano stabili. Dopo un intervento complesso e mesi di cure, il cucciolo ha recuperato una buona qualità di vita.