Una gatta sterilizzata rientra con un gattino tra i denti. Lo affida alla sua proprietaria e inizia a prendersene cura come una madre.
La sterilizzazione faceva parte della sua storia da tempo. Non c’era mai stata l’attesa di una cucciolata, né l’idea che potesse occuparsi di piccoli. Per la sua proprietaria, Laura, non era mai stato un limite. La gatta viveva serenamente la sua routine domestica, con uscite regolari e rientri sempre puntuali.
Una sera, però, qualcosa è cambiato. Al momento del rientro, il suo comportamento è apparso diverso dal solito. I movimenti erano lenti e controllati, lo sguardo attento. Teneva qualcosa tra i denti, ma con una delicatezza insolita.
Quando si è avvicinata alla porta, Laura ha capito. Tra le fauci della gatta c’era un gattino molto piccolo, probabilmente di pochi giorni, ancora fragile e con evidenti difficoltà a mantenere la temperatura corporea.
La gatta ha attraversato la stanza senza esitazione e ha deposto il piccolo ai piedi della proprietaria. Poi si è fermata, mantenendo il contatto visivo.
“Mi guardava come se volesse dirmi che dovevo aiutarlo”, ha raccontato Laura.
Subito dopo aver lasciato il cucciolo a terra, la gatta si è posizionata accanto a lui. Ha iniziato a leccarlo con movimenti lenti e regolari, stimolando la respirazione e cercando di riscaldarlo.
Il piccolo mostrava segni di debolezza, ma reagiva al contatto. Laura ha preparato rapidamente una sistemazione temporanea con coperte e una fonte di calore, contattando nel frattempo un veterinario per le indicazioni necessarie.
Durante tutte le operazioni, la gatta è rimasta vicino al cucciolo, mantenendo una posizione vigile ma senza manifestare agitazione o comportamenti difensivi nei confronti della proprietaria.
“Non si è mai allontanata”, ha spiegato. “Seguiva ogni movimento, ma lasciava che lo aiutassi”.
Il veterinario ha confermato che il gattino era stato probabilmente separato dalla madre da poco e che le prime ore sarebbero state decisive per la stabilizzazione.
Nei giorni successivi, la presenza della gatta accanto al piccolo è diventata costante. Anche se non poteva allattarlo, ha continuato a pulirlo, a dormire vicino a lui e a mantenere il contatto fisico per favorire il calore corporeo.
L’alimentazione è stata gestita con latte specifico, ma ogni fase della giornata si svolgeva sotto la supervisione dell’animale adulto. Quando il cucciolo emetteva piccoli suoni, la gatta si avvicinava immediatamente.
Progressivamente, il gattino ha iniziato a muoversi con maggiore energia. Ha aperto gli occhi, ha cominciato a esplorare lo spazio circostante e a cercare il contatto con la sua nuova figura di riferimento.
Oggi i due condividono gli stessi spazi della casa. Durante i momenti di riposo restano spesso uno accanto all’altro, mantenendo un contatto diretto.
Secondo quanto riferito da Laura, la gatta continua a monitorare i movimenti del piccolo, intervenendo quando si allontana troppo o quando percepisce situazioni di stress.
Il percorso di crescita del cucciolo prosegue sotto controllo veterinario, mentre la convivenza tra i due animali si è ormai stabilizzata all’interno della routine domestica.
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