Minacciato di licenziamento, continua a nutrire la gatta: la scelta di Don Rafa commuove

Guardia notturna a Puebla rischia il posto per nutrire una gatta randagia. Nonostante il divieto, ogni notte trova un modo per prendersi cura di lei.

Una regola aziendale, una minaccia di licenziamento e una decisione presa in silenzio. La storia di Don Rafa, guardia notturna in un centro commerciale di Puebla, in Messico, racconta un gesto di solidarietà quotidiana che continua nonostante i rischi.

Il divieto del capo e la scelta di continuare

Durante i turni di notte, Don Rafa aveva iniziato a condividere parte della propria cena con una gatta randagia che si presentava regolarmente all’ingresso di servizio. L’animale, una calico con evidenti segni di vita di strada, arrivava ogni sera e attendeva in silenzio.

Per settimane l’uomo ha diviso con lei riso e avanzi della sua schiscetta. La situazione è cambiata quando il responsabile della sicurezza ha visionato le telecamere e gli ha imposto di smettere, avvertendolo che, in caso contrario, avrebbe rischiato il licenziamento.

Don Rafa non ha contestato la decisione. Ha semplicemente annuito ed è tornato al lavoro.

Il punto cieco e l’appuntamento notturno

Dopo il richiamo, la guardia ha deciso di trovare una soluzione. Durante il turno ha studiato l’area del parcheggio e gli angoli coperti dalle telecamere di sorveglianza.

Dopo diverse ore di osservazione, ha individuato un punto non visibile dalle videocamere. Da quel momento, ogni notte alle due, si reca nello stesso angolo.

Si siede sul marciapiede, apre la schiscetta e posa una piccola porzione di cibo a terra. La gatta, che ha chiamato Jefa, arriva puntuale. Il momento dura circa quindici minuti, poi l’uomo torna al suo servizio.

Una scelta personale nonostante i rischi

Interpellato sulla possibilità di essere scoperto, Don Rafa ha spiegato la propria decisione con parole semplici:

«Figliolo, io guadagno 6.000 pesos al mese per sorvegliare qualcosa che non è mio. Il minimo che posso fare è prendermi cura di chi ha davvero bisogno di me. Se mi licenziano per aver dato da mangiare a una gatta, che mi licenzino. Ma lei non resta senza cena.»

La storia si è diffusa come esempio di attenzione verso gli animali randagi e di responsabilità personale, mostrando come piccoli gesti quotidiani possano assumere un significato più ampio, anche in contesti difficili.

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