Abbandonato con la schiena spezzata, Caos ha lottato altri due anni e sette mesi e ha cambiato per sempre la vita di chi lo ha accolto

Legato a una catena con gravi ferite, Caos viene salvato nel 2012. Vive altri due anni e sette mesi, trasformando la vita della famiglia che lo accoglie.

L’abbandono di Caos e il ritrovamento nel giugno 2012

Caos è stato trovato un pomeriggio di giugno del 2012 lungo una curva isolata, legato a una catena arrugginita e in condizioni fisiche compromesse, con la schiena gravemente lesionata e segni evidenti di trascuratezza prolungata.

Era anziano, ferito e spaventato; evitava il contatto diretto e mostrava particolare timore verso gli uomini, comportamento compatibile con esperienze precedenti di maltrattamento o abbandono.

Secondo quanto raccontato dalla famiglia che lo ha accolto, l’animale appariva chiuso e diffidente, ma conservava una reazione che si sarebbe rivelata decisiva nel percorso successivo: una forma di resilienza che non era stata cancellata dalle condizioni in cui era stato lasciato.

“Non eravamo noi a salvarlo… è stato lui a salvare noi.”, hanno scritto in una lettera indirizzata a chi lo aveva abbandonato, ricostruendo l’inizio di un legame che avrebbe segnato gli anni successivi.

Le diagnosi mediche e il percorso di cura

Dopo il recupero, le visite veterinarie hanno evidenziato un quadro clinico complesso: artrosi avanzata, un’ernia con compressione sul midollo spinale e lesioni croniche al tartufo che faticavano a rimarginarsi, oltre a una vecchia lesione all’orecchio che suggeriva traumi pregressi.

Il percorso di recupero è stato lungo e costante, basato su terapie farmacologiche, controlli regolari, fisioterapia e una gestione attenta delle sue limitazioni motorie; nei primi mesi Caos mostrava difficoltà nel camminare e reagiva con paura a rumori improvvisi o oggetti comuni come cinture e scope.

Con il tempo, però, le condizioni sono migliorate parzialmente: ha ripreso a muoversi con maggiore stabilità, ha ridotto i segnali di ansia e ha iniziato a cercare spontaneamente il contatto con i membri della famiglia, segnando un cambiamento comportamentale significativo rispetto al momento del ritrovamento.

La famiglia racconta che, pur non recuperando completamente la piena mobilità, Caos è tornato a passeggiare, a frequentare il mare e a dormire senza interruzioni legate a incubi o stati di allerta costante.

Gli ultimi anni e l’addio alla vigilia dell’Epifania 2015

Caos ha vissuto altri due anni e sette mesi dopo il giorno del salvataggio, periodo durante il quale è rimasto stabilmente inserito nel nucleo familiare, partecipando alla quotidianità e sviluppando un rapporto di fiducia reciproca.

Secondo la testimonianza dei proprietari, l’animale ha mostrato progressivamente segnali di serenità, manifestati attraverso gesti affettuosi e comportamenti più rilassati rispetto alla fase iniziale, consolidando il legame con chi lo aveva accolto.

Si è spento una mattina alla vigilia dell’Epifania del 2015, assistito dai familiari che lo hanno accompagnato fino agli ultimi momenti, dopo un progressivo peggioramento delle condizioni legate all’età e alle patologie pregresse.

“Non eravamo noi a salvarlo… è stato lui a salvare noi.”, hanno ribadito nella lettera, attribuendo a Caos un ruolo centrale nel percorso emotivo vissuto in quegli anni e conservandone il ricordo come parte integrante della loro storia.

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