Salvata da un allevamento clandestino a Buenos Aires, Batata viene affidata a Florencia per due anni. Poi una sentenza ne ordina la restituzione.
Quando Florencia si offrì come volontaria per partecipare al recupero di 22 cani da un allevamento clandestino a Buenos Aires, non immaginava che quell’intervento avrebbe segnato in modo irreversibile la sua vita.
Tra gli animali trovati in condizioni critiche c’era una cagnolina estremamente magra, con evidenti cicatrici sull’addome riconducibili a ripetuti cesarei, che nonostante lo stato di debilitazione continuava a occuparsi dei propri cuccioli.
Fu in quel contesto che avvenne il primo contatto: “Lei ha scelto me. E io ho scelto lei.”, ha raccontato Florencia, ricordando il momento in cui decise di accoglierla nella propria casa insieme ai piccoli.
Batata, questo il nome scelto per lei, iniziò così una nuova fase della sua vita, lontana dalle condizioni di sfruttamento, in un ambiente domestico dove ricevette cure veterinarie, alimentazione adeguata e assistenza per i problemi alla schiena che le rendevano difficoltosi i movimenti.
Per circa due anni Batata visse con Florencia, integrandosi nella routine quotidiana, condividendo studio, viaggi e momenti di riposo; secondo quanto riferito, l’animale mostrava segnali di recupero comportamentale e una crescente fiducia verso l’ambiente circostante.
Nonostante le condizioni pregresse e le difficoltà motorie, la cagnolina si adattò alla nuova realtà, beneficiando di un contesto stabile e di attenzioni costanti.
La situazione cambiò radicalmente quando una decisione giudiziaria dispose la restituzione dell’animale ai precedenti detentori, generando un procedimento che si concluse con l’obbligo per Florencia di consegnare Batata.
“Me l’hanno strappata dalle braccia. Sono uscita dalla procura a mani vuote… e con l’anima a pezzi.”, ha dichiarato, riferendosi al momento in cui fu costretta a separarsi dalla cagnolina.
Dal 17 dicembre, secondo quanto riportato, Florencia non ha ricevuto aggiornamenti ufficiali sulle condizioni di Batata, nonostante le richieste di informazioni rivolte agli organi competenti.
Un elemento inatteso è emerso quando ha ricevuto una busta priva di mittente contenente una fotografia che ritraeva la cagnolina su un prato non identificato e un breve messaggio scritto a mano: “È viva. Sta bene. Non ha mai smesso di aspettarti.”
La provenienza della comunicazione non è stata chiarita, ma l’immagine ha riacceso la speranza di poter ottenere notizie certe sullo stato dell’animale.
Da quel momento Florencia ha continuato a cercare informazioni, rivolgendosi a cliniche veterinarie e percorrendo diversi quartieri alla ricerca di riscontri, nella convinzione che Batata sia ancora in vita e che vi sia la possibilità di rivederla.
Ad oggi, secondo la ricostruzione fornita, Batata si troverebbe nuovamente con le persone coinvolte nel precedente allevamento, mentre la vicenda resta legata agli sviluppi delle procedure giudiziarie e alle eventuali verifiche sul suo stato di benessere.
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