Kiah, 14 anni, è morta alle 22:15 dopo una crisi respiratoria causata da insufficienza cardiaca congestizia. La famiglia ha scelto di lasciarla andare per evitarle sofferenze.
Il malore improvviso e la diagnosi di insufficienza cardiaca congestizia
Alle 22:15 di ieri sera Kiah ha esalato il suo ultimo respiro, poche ore dopo l’inizio di una grave crisi respiratoria che si è rivelata conseguenza di un’insufficienza cardiaca congestizia non diagnosticata fino a quel momento.
Solo il giorno precedente era apparsa nelle sue condizioni abituali, attiva e partecipe della quotidianità familiare, senza segnali evidenti che potessero far presagire un peggioramento così rapido del quadro clinico.
Quando la famiglia ha notato una respirazione anomala, il primo pensiero è stato che potesse trattarsi di un semplice surriscaldamento o di un affaticamento momentaneo, ma le successive verifiche veterinarie hanno chiarito la presenza di una patologia cardiaca avanzata.
Nonostante la somministrazione immediata dei farmaci prescritti dal veterinario, la situazione è precipitata in poche ore, con l’insorgenza di una crisi respiratoria acuta che ha reso necessario valutare un intervento urgente.
La decisione di lasciarla andare per evitarle sofferenza
Di fronte all’aggravarsi delle condizioni e all’assenza di prospettive di miglioramento, la famiglia si è trovata ad affrontare una scelta difficile, orientata esclusivamente a evitare ulteriori sofferenze all’animale.
La crisi respiratoria si è intensificata rapidamente, riducendo le possibilità di recupero e imponendo una decisione immediata che ha posto fine alla fase di emergenza clinica.
Alle 22:15, circondata dall’affetto dei suoi cari, Kiah si è spenta, dopo quattordici anni trascorsi all’interno dello stesso nucleo familiare, segnando la conclusione di un percorso condiviso iniziato quando era ancora cucciola.
Quattordici anni di vita condivisa e un ricordo indelebile
Il periodo trascorso insieme viene descritto come una lunga esperienza di affetto reciproco e quotidianità condivisa, costruita attraverso gesti semplici, presenza costante e legami consolidati nel tempo.
Quattordici anni rappresentano un arco di vita significativo per un cane, ma per chi resta il tempo trascorso viene percepito come insufficiente rispetto all’intensità del rapporto instaurato.
La perdita ha lasciato un vuoto evidente all’interno della casa, dove fino al giorno precedente Kiah si muoveva con energia e partecipazione, senza mostrare segni di declino così marcati da far prevedere un esito imminente.