Per otto anni è vissuta ignorata in giardino. Durante un trasloco l’hanno lasciata sola. In affido un gesto semplice ha cambiato tutto.
Non era incatenata, non presentava segni di violenza fisica e riceveva cibo regolarmente, ma per i primi otto anni della sua vita è rimasta confinata in giardino, esclusa da qualsiasi forma di relazione autentica con chi avrebbe dovuto occuparsi di lei.
Viveva all’esterno dell’abitazione, senza passeggiate, senza giochi, senza momenti condivisi, con una routine fatta di una ciotola riempita ogni giorno e del portico lavato con la pompa una volta a settimana, in un’esistenza priva di stimoli e di interazioni.
I vicini raccontavano di non averla quasi mai sentita abbaiare, come se avesse imparato che non c’era motivo di richiamare attenzione o chiedere qualcosa che non sarebbe arrivato, adattandosi a un silenzio diventato abitudine.
Quando la famiglia ha deciso di traslocare, non l’ha inclusa nel trasferimento; hanno lasciato il cancello aperto e hanno commentato: “Se la caverà.”, una frase che ha segnato la fine definitiva di quegli anni trascorsi sullo stesso portico.
Dopo la partenza, la cagnolina è rimasta seduta davanti alla casa per tre giorni, nello stesso punto in cui aveva passato gran parte della sua vita, aspettando un ritorno che non si sarebbe verificato, finché un’associazione di salvataggio non è intervenuta per recuperarla.
Portata in struttura, è stata descritta come silenziosa e distaccata, incapace di reagire a giochi, premi o stimoli che normalmente suscitano curiosità nei cani; non mostrava entusiasmo né timore evidente, ma una sorta di immobilità emotiva che rendeva difficile interpretarne lo stato d’animo.
Durante i primi giorni in affido, la mamma affidataria ha provato a coinvolgerla con attività semplici, senza ottenere risposte significative, osservando un comportamento misurato e privo di iniziativa che sembrava frutto di un lungo periodo di isolamento.
La svolta è arrivata la quarta sera, in un contesto ordinario e privo di intenzioni particolari.
Mentre piegava il bucato, la mamma affidataria ha lasciato cadere accidentalmente un calzino sul pavimento; la cagnolina si è avvicinata lentamente, lo ha raccolto con delicatezza e lo ha posato in grembo alla donna, per poi sedersi immobile davanti a lei, in attesa di uno sguardo o di una parola.
Non cercava un gioco né un premio, ma un riconoscimento diretto, un segnale che attestasse la sua presenza e la sua importanza, gesto che ha permesso alla donna di comprendere che non si trattava di un animale “rotto”, ma di un cane che non aveva mai imparato a esprimersi perché nessuno lo aveva ascoltato.
Da quel momento il comportamento ha iniziato a cambiare progressivamente: ha cominciato ad abbaiare quando desidera la cena, scodinzola alla vista del guinzaglio e ruba calzini per attirare attenzione, azioni che indicano un rapporto consolidato e una maggiore sicurezza.
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