Entrata per adottare un cucciolo, cambia idea davanti a una cagnolina cieca e sola. La porta a casa e le offre una nuova vita.
Era andata al canile con un obiettivo chiaro: adottare un cucciolo, magari uno di quelli che saltano contro le sbarre e attirano subito l’attenzione di chi entra, con quell’energia che conquista al primo sguardo.
Aveva già immaginato la scena del ritorno a casa, i primi giochi, le passeggiate nel quartiere, l’inserimento graduale nella routine quotidiana, come accade spesso quando si sceglie un cane giovane.
Tra box pieni di abbai e movimenti frenetici, però, il suo sguardo è stato attirato da un’immagine completamente diversa rispetto a quella che si aspettava.
In un angolo, lontano dal rumore e dall’attenzione dei visitatori, c’era una cagnolina sola, cieca, raggomitolata su se stessa, immobile come se cercasse di occupare meno spazio possibile.
Non cercava contatto, non abbaiava, non si muoveva verso chi passava; sembrava essersi abituata all’idea di non essere vista, di non essere scelta, come accade spesso agli animali con disabilità o più fragili.
Quella scena ha cambiato il corso della visita: la donna si è avvicinata lentamente, si è inginocchiata davanti al box e ha osservato la cagnolina che, pur senza poterla vedere, ha percepito la presenza e ha mosso leggermente la testa verso la voce.
In quel momento è maturata una decisione che non rientrava nei piani iniziali: non sarebbe tornata a casa con un cucciolo.
Non riuscì a lasciarla lì. L’idea di uscire dal canile sapendo che quella cagnolina cieca sarebbe rimasta sola nello stesso angolo le è sembrata insostenibile.
Ha chiesto informazioni ai volontari, ha voluto sapere delle sue condizioni di salute, delle necessità particolari, delle eventuali difficoltà legate alla gestione di un cane non vedente, assumendosi consapevolmente la responsabilità che una scelta del genere comporta.
Poco dopo ha firmato i documenti di adozione e l’ha portata a casa, offrendo uno spazio sicuro dove potersi muovere senza paura, imparando insieme a lei nuovi punti di riferimento e costruendo una quotidianità basata su voce, tatto e fiducia.
Quella che doveva essere un’adozione “semplice” si è trasformata in un gesto di attenzione verso chi rischiava di restare invisibile, cambiando la vita della cagnolina e quella della donna che ha deciso di sceglierla.
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