I Cani e il loro mondo

Sean, cane usato nei combattimenti clandestini ridotto a 13 chili, salvato in extremis dai volontari

Segnalato immobile accanto ai cassonetti a Puertollano, Sean pesava 13 chili ed era coperto di ferite. Salvato dai volontari di Huellas, oggi lotta per guarire.

Il ritrovamento a Puertollano e le condizioni disperate di Sean

La segnalazione è arrivata da alcuni residenti di Puertollano, che avevano notato un cane sdraiato accanto ai cassonetti, immobile e in evidente stato di sofferenza. Quando i volontari dell’associazione Huellas sono giunti sul posto, hanno trovato un animale giovane, in condizioni estremamente critiche.

Il cane, poi chiamato Sean, era scheletrico, con le costole visibili sotto la pelle segnata da cicatrici. Presentava un profondo taglio al collo, ferite aperte sulle zampe, morsi evidenti e segni compatibili con ustioni. Il peso registrato al primo controllo era di appena 13 chili, indice di una denutrizione severa.

Secondo quanto ricostruito dai volontari, le lesioni e lo stato generale dell’animale erano compatibili con l’utilizzo come “sparring” nei combattimenti clandestini tra cani, pratica in cui un animale viene ripetutamente esposto all’aggressione per allenarne altri.

Sean non reagiva quasi agli stimoli esterni. Il suo sguardo appariva assente, privo di reazioni.

Il ricovero d’urgenza e la diagnosi veterinaria

I volontari di Huellas hanno avvolto il cane in coperte e lo hanno trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria. Durante il tragitto temevano che non sopravvivesse.

Al pronto soccorso, i medici hanno riscontrato denutrizione estrema, disidratazione, ferite profonde e un indebolimento cardiaco legato allo stress prolungato. La ferita al collo è stata immediatamente suturata, mentre è stato avviato un protocollo di idratazione e terapia antibiotica.

“È in condizioni critiche. Se sopravvive, sarà un miracolo”, hanno riferito i veterinari durante le prime ore di ricovero, mentre procedevano con le medicazioni e il monitoraggio costante dei parametri vitali.

Nonostante il quadro clinico complesso, durante le prime cure Sean ha mostrato un segnale inatteso: ha aperto gli occhi e ha mosso lentamente la coda mentre una volontaria gli accarezzava il muso.

Le prime risposte e il percorso verso una nuova vita

Nei giorni successivi, le condizioni di Sean hanno iniziato a stabilizzarsi. Riesce a nutrirsi autonomamente, tenta di alzarsi in piedi e reagisce alla presenza delle persone che lo assistono.

Secondo quanto riferito dai volontari, il cane manifesta un comportamento docile e ricerca il contatto, nonostante le gravi esperienze subite. Appoggia la testa sulle mani di chi lo cura e chiude gli occhi durante le carezze, segnali interpretati come un progressivo recupero della fiducia.

Il percorso di guarigione prosegue tra terapie farmacologiche, medicazioni quotidiane e controlli specialistici. Al termine della riabilitazione, una famiglia ha già dato disponibilità ad accoglierlo, garantendogli una sistemazione stabile lontano da qualsiasi forma di sfruttamento.

Il caso di Sean ha riacceso l’attenzione sulle attività illegali legate ai combattimenti tra cani, fenomeno ancora presente in alcune aree e oggetto di indagini da parte delle autorità competenti.

claudia de napoli

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