Gettato sotto un ponte a sud del fiume Ñuble con zampe e muso legati, un cagnolino viene salvato da un uomo a cavallo e oggi vive con lui.
La scena si è presentata sotto un ponte a sud del fiume Ñuble, in Cile, dove un cagnolino giaceva immobile tra fango e acqua, con le zampe e il muso legati da filo di ferro. L’animale non poteva muoversi né abbaiare.
Le ferite erano evidenti: tagli profondi, cicatrici pregresse e lacerazioni provocate dallo sfregamento del metallo contro la pelle. Il corpo era coperto di fango e sangue, e le condizioni generali indicavano uno stato di grave debilitazione.
Secondo quanto ricostruito successivamente, l’animale sarebbe stato abbandonato in quel punto con l’intento di lasciarlo morire, probabilmente per annegamento o per le conseguenze delle lesioni riportate.
A notarlo è stato un uomo a cavallo che stava attraversando la zona. In un primo momento ha scambiato la sagoma per un sacco di rifiuti, ma avvicinandosi ha intravisto gli occhi dell’animale. Senza esitazione è sceso e si è avvicinato, affrontando terreno instabile, acqua e pietre per raggiungerlo.
Il filo di ferro era stretto a tal punto da aver inciso la pelle. L’uomo ha liberato il cane con le proprie mani, temendo che fosse troppo tardi. Il salvataggio è stato documentato in video e ha rapidamente attirato attenzione.
Subito dopo, l’animale è stato trasportato presso l’Hotel Canino Chillán, dove i volontari hanno avviato le prime cure d’urgenza. Le condizioni cliniche erano critiche: disidratazione severa, infezioni nelle ferite, debolezza generalizzata e difficoltà a reggersi in piedi.
Sono state somministrate flebo, terapie antibiotiche, antidolorifici e sono state effettuate medicazioni ripetute per trattare le lesioni. Le prime ore sono state considerate decisive per la sopravvivenza.
Nei giorni successivi sono comparsi i primi segnali di miglioramento: il secondo giorno il cane ha iniziato a mangiare autonomamente, il terzo ha sollevato la testa con maggiore forza e il quarto ha mosso la coda alla presenza dei volontari.
Durante il periodo di ricovero, l’uomo che lo aveva salvato è tornato più volte per informarsi sulle sue condizioni. Secondo quanto riferito dai volontari, non riusciva a smettere di pensare al momento del ritrovamento e alle condizioni in cui lo aveva trovato.
Al termine della fase più critica, ha preso la decisione di adottarlo. Il cane è stato dimesso dopo il miglioramento del quadro clinico e affidato proprio a chi lo aveva liberato sotto il ponte.
Oggi vive con il suo soccorritore, lontano dal luogo dell’abbandono. Le sue condizioni sono in costante monitoraggio, ma la ripresa è considerata positiva.
Il caso ha riacceso l’attenzione sui maltrattamenti e sull’abbandono di animali nella zona del fiume Ñuble, mentre le autorità locali sono state informate dell’accaduto per le verifiche del caso.
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