Un collare rosicchiato, una pallina rotta e ricordi ovunque in casa: così un cane immagina di lasciare in eredità l’amore vissuto insieme.
“I miei averi materiali sono pochi, e li lascio tutti a te.”
Non sono beni di valore, ma frammenti di quotidianità: un collare consumato su un lato, una cuccia sempre in disordine, una ciotola dell’acqua con il bordo scheggiato. Oggetti semplici che hanno accompagnato anni di presenza silenziosa dentro una casa diventata rifugio.
Ti lascio metà di una pallina di gomma, una bambolina rotta nascosta sotto il divano, un mucchio di ossi sepolti nel terreno della mia casetta. Ti lascio anche i miei peli sparsi ovunque, tracce leggere che raccontano la mia esistenza in ogni stanza.
Ogni segno rimasto non è disordine, ma memoria. Non è trascuratezza, ma vita condivisa.
“E oltre a questo, ti lascio i miei ricordi, che sono tanti…”
Ti lascio il ricordo di due grandi occhi marroni che ti cercavano anche quando non te ne accorgevi, un muso umido che ti sfiorava la mano, una coda che si muoveva ogni volta che varcavi la porta.
Ti lascio la macchia sul tappeto del salotto, vicino alla finestra, dove mi sdraiavo nei pomeriggi d’inverno per restare vicino a te. Ti lascio la tua sedia preferita distrutta: la mordevo quando ero cucciolo, e tu fingevi di essere arrabbiato.
Lascio per te il rumore delle mie corse tra le foglie d’autunno, le passeggiate lente, i passi sincronizzati sul marciapiede, le soste improvvise per guardarti negli occhi.
Ti lascio la mia devozione, la mia presenza nei tuoi giorni difficili, gli abbai quando ti svegliavi di malumore, la mia ostinazione quando cercavo di attirare la tua attenzione.
Ti lascio anche la mia frustrazione quando ti arrabbiavi con me, perché faceva parte del nostro modo di imparare a capirci.
…E senza aver mai pronunciato una parola, ti lascio il mio esempio di amore, pazienza e comprensione.
La tua vita è stata più felice perché io sono stato al tuo fianco. E la mia lo è stata perché tu sei stato il mio umano.
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