Abbandonato in un bosco, immobilizzato da un’ernia e coperto di piaghe, un giovane cane viene salvato da una donna e oggi vive con una nuova famiglia.
Il cane è stato trovato disteso in un’area boschiva, lontano da abitazioni e strade frequentate, in condizioni di estrema vulnerabilità. Non riusciva a muoversi e appariva debilitato, con evidenti lesioni cutanee e perdita quasi totale del pelo.
Secondo quanto riferito da chi lo ha soccorso, presentava un’ernia che gli impediva di alzarsi correttamente e gli provocava dolore a ogni movimento. La pelle era segnata da piaghe estese e il corpo mostrava segni di denutrizione e disidratazione.
Non è stato possibile stabilire per quanto tempo fosse rimasto in quel luogo prima del ritrovamento. Le condizioni generali lasciavano ipotizzare un abbandono prolungato e una permanenza all’aperto senza assistenza.
A individuarlo è stata una donna che stava passeggiando con i propri cani. Notando la presenza dell’animale tra la vegetazione, si è avvicinata e ha verificato che fosse ancora vivo. Dopo averlo sollevato, lo ha trasportato immediatamente per le prime cure.
Il cane è stato sottoposto a visita veterinaria d’urgenza. I medici hanno confermato la presenza di un’ernia che richiedeva un intervento chirurgico per consentirgli di tornare a camminare correttamente.
Nei primi giorni il quadro clinico è stato considerato critico. Oltre all’operazione, è stato necessario avviare una terapia antibiotica per le infezioni cutanee, un trattamento per la ricostruzione del pelo e un piano nutrizionale specifico per recuperare peso e forze.
Le prime 48 ore sono state decisive per la stabilizzazione. Con il passare dei giorni, l’animale ha iniziato a reagire alle cure, mostrando graduali miglioramenti nella mobilità e nell’appetito.
Dopo la fase ospedaliera, è stato trasferito in un rifugio dove ha proseguito la riabilitazione fisica e comportamentale.
Nel periodo trascorso al rifugio, il cane ha iniziato a riacquistare fiducia nel contatto umano. Inizialmente reagiva con timore alle carezze, ma progressivamente ha mostrato segnali di apertura e ricerca di attenzione.
Il pelo ha ripreso a crescere, le ferite si sono cicatrizzate e la mobilità è migliorata grazie alla fisioterapia e al monitoraggio costante. I volontari hanno documentato i progressi, evidenziando il cambiamento nello sguardo e nell’atteggiamento generale.
Quando le condizioni di salute sono state giudicate stabili, è stata avviata la procedura di adozione. Una famiglia si è resa disponibile ad accoglierlo, offrendo un ambiente domestico e la presenza di un altro cane con cui condividere gli spazi.
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