Henry, cane di 16 anni con tumori, viene adottato dal rifugio, operato e curato. Dopo l’intervento riprende a camminare, giocare e vivere in famiglia.
Quando Henry è arrivato al rifugio, le sue condizioni lasciavano poche speranze. Aveva 16 anni, diversi tumori visibili e movimenti lenti, tipici di un animale provato dall’età e dalla malattia.
Il suo sguardo stanco e il fisico segnato facevano pensare a un futuro già definito. Nei canili, infatti, i cani anziani e malati sono spesso quelli che restano più a lungo senza richieste di adozione.
Secondo i volontari, molti visitatori si fermavano a osservarlo, ma poi sceglievano animali più giovani o in condizioni migliori. L’età avanzata e la diagnosi rappresentavano un ostacolo difficile da superare.
Poi è arrivata una famiglia che ha deciso di non fermarsi alle condizioni cliniche. Non ha considerato solo i tumori o l’età, ma il cane nel suo insieme.
“Sapevamo che il tempo poteva essere poco. Sapevamo che poteva fare male. E lo abbiamo scelto lo stesso”, hanno raccontato.
L’adozione è stata completata rapidamente, con la consapevolezza che sarebbero stati necessari controlli medici e cure immediate.
Dopo l’arrivo nella nuova casa, Henry è stato sottoposto a visite veterinarie approfondite. Gli esami hanno confermato la presenza di masse tumorali che potevano essere rimosse chirurgicamente.
La famiglia ha deciso di procedere con l’intervento, nonostante i rischi legati all’età avanzata.
L’operazione è andata a buon fine, ma la fase successiva è stata particolarmente delicata. Nei primi giorni Henry si muoveva poco, dormiva a lungo e necessitava di assistenza costante.
Il recupero è stato graduale. Piccoli segnali hanno iniziato ad apparire con il passare delle settimane: maggiore appetito, più attenzione verso l’ambiente e una risposta crescente agli stimoli.
Secondo quanto riferito dai veterinari, nei cani anziani il decorso post-operatorio richiede tempi più lunghi, ma i miglioramenti osservati indicavano una buona risposta alle cure.
Con il passare del tempo, il cambiamento è diventato evidente. Henry ha iniziato ad alzarsi con maggiore facilità e a muoversi autonomamente negli spazi domestici.
Successivamente ha iniziato a uscire in giardino, prima per brevi momenti, poi con sempre maggiore sicurezza. Uno degli episodi che ha colpito la famiglia è stato il ritorno del movimento della coda, segno di reattività e benessere.
“Quel cane che a malapena alzava la testa ha ricominciato a scodinzolare”, hanno raccontato.
Nei mesi successivi, Henry ha mostrato comportamenti sempre più attivi, fino ad arrivare a momenti di gioco spontaneo.
La sua quotidianità oggi è fatta di riposo su superfici morbide, pasti regolari, controlli veterinari periodici e tempo trascorso all’aperto. Le condizioni restano monitorate, considerando l’età avanzata, ma la qualità della vita risulta stabile.
Secondo la famiglia, l’obiettivo principale resta garantire comfort, stabilità e assistenza costante.
“Non è solo sopravvissuto all’intervento. È tornato a vivere”, hanno spiegato.
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