A Buenos Aires una volontaria salva una cagnolina da un allevamento clandestino, ma una decisione giudiziaria ordina la restituzione dell’animale ai precedenti proprietari.
La vicenda di Batata inizia durante un’operazione di salvataggio avvenuta a Buenos Aires, quando alcuni volontari intervennero per liberare 22 cani da un allevamento clandestino dove gli animali vivevano in condizioni estremamente difficili.
Tra i cani recuperati c’era una cagnolina visibilmente debilitata, molto magra e segnata da numerose cicatrici sull’addome, segni compatibili con interventi chirurgici ripetuti dovuti alle gravidanze.
Secondo i volontari presenti durante l’operazione, la cagnolina appariva stremata ma continuava a restare accanto ai suoi cuccioli cercando di proteggerli.
In quel momento Florencia, una volontaria che partecipava al salvataggio, incontrò per la prima volta l’animale.
Dopo aver osservato le sue condizioni e il comportamento con i piccoli, la donna decise di accoglierla temporaneamente nella propria casa insieme ai cuccioli.
Una volta arrivata nella casa di Florencia, la cagnolina iniziò gradualmente a recuperare le forze. Per la prima volta ricevette cure veterinarie regolari, cibo adeguato e un ambiente sicuro dove riposare.
Con il passare dei mesi il legame tra la volontaria e l’animale diventò sempre più forte.
Secondo quanto raccontato dalla donna, Batata si abituò rapidamente alla nuova vita domestica: dormiva spesso al sole, mangiava con appetito e cercava il contatto con la sua nuova proprietaria, sdraiandosi accanto a lei o chiedendo carezze.
Le due trascorrevano gran parte del tempo insieme, condividendo momenti di vita quotidiana e spostamenti fuori casa.
Nonostante alcuni problemi alla schiena che rendevano difficili i movimenti della cagnolina, Batata mostrava un comportamento sereno e fiducioso quando si trovava accanto alla donna.
Due anni dopo il salvataggio, però, la situazione prese una direzione inattesa.
Una decisione giudiziaria stabilì che la cagnolina dovesse essere restituita ai precedenti proprietari dell’allevamento.
La decisione costrinse Florencia a consegnare l’animale alle autorità competenti.
Secondo il racconto della volontaria, il momento della separazione avvenne presso una sede giudiziaria, dove la cagnolina fu portata via senza che la donna potesse opporsi alla decisione.
Dal 17 dicembre di quell’anno Florencia ha dichiarato di non aver più ricevuto informazioni certe sulle condizioni di Batata.
Nei mesi successivi la donna ha continuato a cercare notizie sull’animale, contattando cliniche veterinarie e associazioni locali nella speranza di ricevere aggiornamenti sulla sua situazione.
Secondo quanto raccontato dalla stessa volontaria, la ricerca continua ancora oggi nella speranza di ottenere nuove informazioni sulla cagnolina salvata anni prima durante l’operazione a Buenos Aires.
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