I Cani e il loro mondo

Lo hanno chiamato Radice: il cane abbandonato che ha aspettato sei mesi davanti alla sua casa

Per mesi è rimasto seduto davanti al cancello della casa dove viveva. Il cane Radice non ha mai smesso di aspettare la famiglia che lo aveva lasciato.

Ogni mattina la scena era la stessa. Davanti al cancello di una casa, immobile e silenzioso, c’era un cane che fissava la porta con uno sguardo pieno di attesa. Non abbaiava, non si muoveva molto. Restava lì, come se da un momento all’altro qualcuno dovesse uscire per chiamarlo.

Quando i nuovi inquilini si sono trasferiti nell’abitazione, lo hanno notato subito. Quel cane compariva ogni giorno nello stesso punto, puntuale, come se avesse un appuntamento preciso con quel luogo. All’inizio pensavano fosse un randagio che passava di lì per caso. Ma con il passare dei giorni la sua presenza è diventata troppo costante per essere una coincidenza.

Radice, il cane che ha continuato ad aspettare la sua famiglia

Curiosi di capire cosa stesse succedendo, i nuovi proprietari della casa hanno chiesto informazioni ai vicini. Ed è stato allora che hanno scoperto la storia di quel cane.

Non era un randagio. Aveva vissuto proprio in quella casa. Era il cane della famiglia che abitava lì prima di loro.

Quando i proprietari si erano trasferiti, però, non erano più tornati a prenderlo. Da quel momento il cane aveva continuato a tornare ogni giorno davanti al cancello della casa dove aveva vissuto, come se aspettasse di rivedere le persone che per lui erano state tutto.

Col passare del tempo qualcuno ha iniziato a chiamarlo Radice, un nome che sembrava raccontare perfettamente la sua storia: un animale legato a quel luogo, come se le sue radici fossero rimaste proprio lì.

Sei mesi davanti al cancello, tra pioggia e freddo

La cosa più sorprendente è stata la sua costanza. Per sei mesi Radice ha continuato a tornare nello stesso punto.

Non importava se pioveva o se faceva freddo. Non importavano le notti passate per strada o le giornate difficili. Lui si sedeva davanti al cancello e guardava la porta della casa.

Per chi lo vedeva ogni giorno era impossibile non restare colpiti da quella fedeltà. Il cane non sembrava arrabbiato o agitato. Piuttosto appariva paziente, come se fosse convinto che prima o poi qualcuno sarebbe tornato.

Col tempo alcune persone del quartiere hanno iniziato a portargli da mangiare e a preoccuparsi per lui. Ma Radice continuava comunque a tornare davanti alla casa che considerava ancora la sua.

Una nuova casa, ma lo sguardo sempre rivolto al passato

Alla fine qualcuno ha deciso di prendersi cura di lui. Oggi Radice ha finalmente un posto caldo dove dormire e una famiglia che si occupa di lui.

Non deve più passare le notti al freddo e non è più costretto a vivere per strada. Eppure, raccontano alcune persone che lo conoscono, il suo comportamento non è cambiato del tutto.

La sera, a volte, il cane si siede vicino alla porta e guarda verso la strada.

Come se dentro di lui esistesse ancora un’attesa difficile da spegnere. Una parte del suo cuore, dicono, sembra continuare a guardare nella stessa direzione in cui per mesi ha aspettato qualcuno che non è mai tornato.

Emanuele Larocca

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